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Oms: Italia seconda in Europa per casi di morbillo

Dei 6186 casi registrati in tutta la regione europea da marzo 2016 a febbraio 2017, quelli italiani, 1387, rappresentano il 22%: è un numero secondo solo al dato della Romania

Morbillo, pertosse, polio: malattie che ritornano Non solo morbillo (casi aumentati del 230% nei primi mesi del 2017). Anche altre malattie, per il calo delle vaccinazioni, rischiano di ritornare. Malattie quasi eradicate e per questo finite nel dimenticatoio delle paure dei genitori (a cura di Cinzia Lucchelli)

L'Italia è il secondo paese in Europa per casi di morbillo, dietro alla Romania, mentre dei 10,7 milioni di neonati che nascono ogni anno nel continente, circa 650mila non ricevono la serie completa delle tre dosi di vaccino contro difterite, tetano e pertosse nel primo anno. Lo ricorda l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, in un comunicato in occasione della settimana europea delle vaccinazioni che inizia oggi.

Aumento casi di morbillo. Giovanni Rezza (Iss): «Malattia da non sottovalutare» «Il piano di eliminazione del morbillo dall'Europa è stato disatteso - dice Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità-: si prevedeva di debellarlo nel 2015 e invece ci troviamo di fronte a una nuova ondata epidemica». Il recente aumento dei casi (triplicati ad inizio anno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) è da attribuire all'alta contagiosità della malattia unita al calo della copertura vaccinale (scesa all'85% rispetto all'auspicato 95%). «Non è mai una malattia banale; oggi colpisce persone più grandi, adolescenti e giovani adulti, e può dare complicanze. Se possibile va evitata» (di Cinzia Lucchelli)

Dei 6186 casi registrati in tutta la regione europea da marzo 2016 a febbraio 2017, quelli italiani, 1387, rappresentano da soli oltre il 22% del totale. È un numero secondo solo al dato della Romania (2702 infezioni) e ben superiore a quello di altri paesi: 365 in Germania, 145 in Polonia, 126 in Francia.

«Abbassare i livelli di copertura vaccinale - commenta Flavia Bustreo, dell'Oms - permetterà il ritorno di malattie mortali che avevamo debellato. Tra il 2000 e il 2015 il vaccino ha impedito 20,3 milioni di morti nel mondo, ma gli ultimi dati dimostrano che è quanto mai urgente tornare a promuovere con efficacia, determinazione e, soprattutto, chiarezza i benefici della vaccinazione. Siamo incredibilmente fortunati a vivere in un'epoca che ha riconosciuto e sfruttato con successo il potere della vaccinazione, ma a causa della diffusione di bufale e falsi miti, spesso alimentati da ingiustificati allarmismi mediatici, stiamo rischiando di fare pericolosi passi indietro. I vaccini - conclude - sono sicuri e vantaggiosi, non vi è alcuna base scientifica che provi legame o correlazione tra questi e alcune patologie come, per esempio, l'autismo»

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