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Copertura vaccinale e immunità di gregge, cosa c'è da sapere

Se almeno il 95% della popolazione è vaccinata, si proteggono indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non si possono vaccinare. Ma dal 2013 è in atto un calo della copertura

Copertura vaccinale e immunità di gregge, cosa c'è da sapere In Italia dal 2013 è in corso un calo della copertura vaccinale. I dati del 2016 lo confermano, mostrando un'inversione di tendenza solo per meningococco C e, lieve, per morbillo e rosolia. La sfiducia dei singoli nei confronti di questa arma di prevenzione nei confronti di malattie gravi e potenzialmente mortali ha delle conseguenze anche sulla collettività perchè mette a rischio chi i vaccini non può farli (di Cinzia Lucchelli)

In Italia dal 2013 è in corso una diminuzione della copertura vaccinale. I dati del 2016 lo confermano, mostrando un'inversione di tendenza solo per meningococco C e, lieve, per morbillo e rosolia. La sfiducia dei singoli nei confronti di questa arma di prevenzione nei confronti di malattie gravi e potenzialmente mortali ha delle conseguenze anche sulla collettività perchè mette a rischio chi i vaccini non può farli. Come il bambino malato di leucemia morto a Monza a causa delle complicanze dovute al morbillo.

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Bimbo malato di leucemia muore di morbillo a 6 anni

Il bambino era ricoverato da tempo all'ospedale San Gerardo di Monza. Secondo quanto riferito da La Repubblica​ il bambino "sarebbe stato contagiato dal fratello e dalla sorella maggiori, entrambi non vaccinati per scelta della famiglia"

Copertura vaccinale: obiettivo 95%
Le strategie vaccinali hanno determinato la scomparsa di alcune malattie. Nel 1980 il vaiolo è stato dichiarato eradicato a livello globale, ad esempio, e la polio è in via di eliminazione. Un successo che ha un rovescio della medaglia nella riduzione della percezione della pericolosità del contagio. Non vediamo i segni di certe malattie del passato e siamo portati a credere che non esistano più. Dal 2013 si è registrato un trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni obbligatorie (anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B) e di quelle raccomandate. La copertura vaccinale è scesa sotto il 95% soglia considerata necessaria per debellare i virus.

Copertura vaccinale nel 2016
I dati relativi al 2016 confermano questo calo. Un esempio per tutti: i valori anti-polio da 96,1% nel 2011 sono passati a 93,4% nel 2015.

Nel 2016 le coperture vaccinali a 24 mesi per anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B hanno un valore medio nazionale del 93,3%, di poco inferiore a quello del 2015 (93,4%) ma con un trend in diminuzione in alcune Regioni. Solo 6 riescono a superare la soglia del 95% per l'anti-polio, mentre 8 sono sotto il 93%. Scendono anche le coperture medie per pneumococco (88,4% nel 2016 contro 88,7% nel 2015)

In controtendenza le coperture nei confronti del meningococco C, cresciute di 4 punti percentuali (da 76,6% nel 2015 a 80,7% nel 2016). Anche la copertura vaccinale per morbillo e rosolia è aumentata, passando dall’85,3% del 2015 all’87,3% nel 2016. Ma l’obiettivo di eliminare il morbillo dalla regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità e la copertura ideale di almeno il 95% è lontano.

"Inevitabilmente, la riduzione delle coperture vaccinali, se non arrestata, comporterà un accumulo di suscettibili elemento favorente la trasmissione di malattia da un caso all’altro e il verificarsi di focolai epidemici - si legge sul sito del Ministero della Salute-. Per malattie non presenti in Italia, ma potenzialmente re-introducibili, come la polio e la difterite, l’accumulo di suscettibili aumenta il rischio di casi sporadici sul nostro territorio, in presenza di importazioni di malati o portatori".

Immunità di gregge
Le vaccinazioni proteggono non solo chi le fa ma anche le persone che non possono essere vaccinate, perché non ancora in età raccomandata, perché non rispondono alla vaccinazione o perché per motivi di salute non possono vaccinarsi. "Questo avviene grazie all’immunità di gregge per cui, se la percentuale di individui vaccinati all’interno di una popolazione è elevata si riduce la possibilità che le persone non vaccinate (o su cui la vaccinazione non è efficace) entrino in contatto con il virus e, di conseguenza, si riduce la trasmissione dell’agente infettivo. Questo significa che se vengono mantenute coperture sufficientemente alte si impedisce al virus di circolare fino alla sua scomparsa permanente", si legge sul sito dell'Iss.  Il 95% è la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per limitare la circolazione di questi virus e batteri nella collettività.

Il morbillo

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Dal 2013 al 2016 sono stati segnalati in Italia solo 5000 casi di morbillo, mentre nei primi 6 mesi del 2017 sono già 3.074. Comunque molti meno dei circa 70mila casi l'anno che si registravano negli anni '80, prima dell'introduzione del vaccino. Lo dicono i dati dell'Epicentro dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Questa malattia nel 2015 nel mondo ha causato 134.200 decessi. Partita nel 1984 con appena il 5% di copertura e ben 74mila casi di morbillo l'anno, la vaccinazione contro il morbillo, in Italia, è andata crescendo fino a toccare il 50% nel 1994 e rimanendo stabile fino al 1998. Poi un'impennata, nel 1999, ha visto i bimbi vaccinati salire al 75% e i casi di morbillo scendere a 3000 l'anno. Quindi un progressivo aumento fino a toccare il 90% di bimbi vaccinati nel 2011 e 2012, andato di pari passo con una ulteriore diminuzione dei contagi. Successivamente però è iniziato un calo delle coperture, scese in 5 anni del 5% fino all'85%. Ma i casi si sono mantenuti bassi grazie agli alti tassi di copertura 'accumulatì negli anni precedenti: tanto che tra il 2013 e il 2016, sono stati segnalati in tutto solo 5000 contagi.

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