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Vaccini, ecco cosa c'è da sapere per l'inizio della scuola

Dieci le vaccinazioni obbligatorie. I genitori inadempienti dovranno pagare una multa, i loro figli non potranno frequentare nidi e materne

Vaccini obbligatori, come mettersi in regola per l'ingresso a scuola I genitori devono presentare il libretto vaccinale alla scuola entro il 10 settembre per nidi e materne ed entro il 31 ottobre per le scuole dell'obbligo. Sono previste multe per i genitori inadempienti e l'esclusione dei figli. I bambini possono essere esonerati, per motivi di salute, con un certificato. Ecco cosa c'è da sapere per non farsi trovare impreparati all'inizio dell'anno scolastico (a cura di Cinzia Lucchelli)

Non basterà la multa pagata dai genitori: i bambini non vaccinati non potranno essere iscritti ai nidi e alle scuole per l’infanzia e se già iscritti dovranno smettere di frequentare. Mentre chi vuole che il proprio figlio sia esonerato deve presentare un certificato del pediatra che attesti il pericolo rappresentato dall'immunizzazione. Sono alcuni dei punti della circolare esplicativa del decreto vaccini (n. 73 del 7 giugno 2017) pubblicata dal ministero della Salute a un mese dall'inizio dell'anno scolastico. Una sorta di vademecum per le famiglie, le scuole e le Asl sulla nuova legge che rende obbligatorio immunizzarsi. Diciannove pagine scritte fitte che riassumono le ragioni dell'intervento normativo; ricordano quali sono le vaccinazioni obbligatorie per i minori compresi tra 0 e 16 anni; spiegano in quali casi è previsto l'esonero; cosa succede in caso di mancata osservanza; quali documenti presentare nel momento dell'iscrizione a scuola e cosa succede nell'imminente anno scolastico, per cui sono state messe a punto delle disposizioni transitorie.

«L'introduzione delle vaccinazioni è stato uno degli interventi di sanità pubblica più importanti per l'umanità». Si apre con queste parole la circolare che ricorda come a partire dal 2013 si sia registrato un progressivo trend in diminuzione del ricorso delle vaccinazioni. La copertuta vaccinale è scesa sotto il 95%, soglia raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità per il raggiungimento dell'immunità di gregge. Per questo motivo, si spiega nel documento, è stato necessario adottare misure urgenti idonee a estendere e rendere effettivi gli obblighi vaccinali vigenti.

Obbligo di vaccini a scuola: cosa prevede il decreto - Videoscheda Dal prossimo anno scolastico diventano dodici le vaccinazioni obbligatorie, senza le quali i bambini fino ai sei anni non potranno essere iscritti al nido e alla scuola materna. Per chi frequenta la scuola dell'obbligo e non è vaccinato, il rischio è di una sanzione dai 500 ai 7500 euroa cura di Antonio Scalimontaggio di Elena Rosiello

Niente nido o scuola dell'infanzia per chi è vaccinato «La sanzione estingue l'obbligo della vaccinazione - si legge nel documento - ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell'infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l'anno di accertamento dell'inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all'adempimento dell'obbligo vaccinale».

Il divieto di iscrizione ai non vaccinati non vale per la scuola dell'obbligo (primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale).

Vale anche per i minori migranti non accompagnati. «Si precisa - si legge nella circolare - che l’obbligo vaccinale riguarda altresì i minori stranieri non accompagnati, tra zero e sedici anni, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato, privi di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili; per essi è, infatti, prevista l’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale anche nelle more del rilascio del permesso di soggiorno».

Per essere esonerati serve certificato medico. Saranno il medico di base o il pediatra ad attestare se un bambino non può vaccinarsi o deve differire l'immunizzazione, permettendogli quindi di iscriversi a scuola. «Le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell'individuo - si legge -, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l'effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni».

I minori non vaccinabili per ragioni di salute verranno inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati. I dirigenti scolastici e i responsabili dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie dovranno comunicare all'Asl entro il 31 ottobre di ogni anno le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

Copertura vaccinale e immunità di gregge, cosa c'è da sapere In Italia dal 2013 è in corso un calo della copertura vaccinale. I dati del 2016 lo confermano, mostrando un'inversione di tendenza solo per meningococco C e, lieve, per morbillo e rosolia. La sfiducia dei singoli nei confronti di questa arma di prevenzione nei confronti di malattie gravi e potenzialmente mortali ha delle conseguenze anche sulla collettività perchè mette a rischio chi i vaccini non può farli (di Cinzia Lucchelli)

Per chi è immune per aver contratto la malattia, la possibilità di omettere la vaccinazione deve essere provata presentando copia della notifica di malattia infettiva effettuata alla Asl dal medico curante o presentando attestazione di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale rilasciata sempre dal medico di medicina generale o dal pediatra.

Vaccini, vero e falso: cosa c'è da sapere Non indeboliscono il sistema immunitario, non contengono sostanze tossiche e non causano l'autismo. Una diminuzione della copertura vaccinale comporta la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo. L'Istituto superiore della sanità fa chiarezza sul tema dei vaccini (a cura di Cinzia Lucchelli)

Il ruolo delle scuola. Entro dieci giorni dal termine per presentare la documentazione delle avvenute vaccinazioni (libretto vaccinale oppure certificazione dell'azienda sanitaria) i presidi devo comunicare all'Asl i nomi dei bambini per i quali non è arrivata nessuna documentazione.

Cosa succede in caso di mancato adempimento. Spetta alla Asl accertare chi non rispetta l'obbligo di fare la vaccinazione, controllando l'anagrafe sanitaria. Se non è stato rispettato avvia la procedura per fare il recupero della vaccinazione. Convoca la famiglia del bambino non in regola e la invita a vaccinarlo, dando anche materiale informativo. Se i genitori non rispondono, vengono convocati per un colloquio con una raccomandata. Se i genitori ancora non provvedono alla vaccinazione viene contestato loro l'inadempimento dell'obbligo vaccinale. La sanzione va da 100 a 500 euro. Se l'inadempienza riguarda un bambino che va al nido o alla materna, scatta il divieto di frequentare.

Per il 2017-2018 è sufficiente un'autocertificazione Per l'imminente anno scolastico sono state previste delle disposizioni transitorie. Per i genitori che hanno già vaccinato i propri figli sarà necessario portare il certificato di vaccinazione a scuola, mentre quando la riforma sarà a regime Asl e istituti dovrebbero 'parlarsi' autonomamente, scambiando le informazioni. Entro il 10 settembre la documentazione va portata a nidi e materne, mentre il 31 ottobre è il termine per le altre scuole. Per chi opterà per l'autocertificazione c'è tempo poi fino al 10 marzo 2018 per portare i documenti ufficiali. Chi invece deve recuperare delle immunizzazioni dovrà portare almeno la prenotazione alla Asl.

Operatori scolastici e sanitari devono comunicare status a datori di lavoro. Gli operatori scolastici e sanitari devono presentare ai datori di lavoro una dichiarazione sul proprio status vaccinale entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge. Servirà a capire i livelli di copertura vaccinale.

 

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