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Vaccini a scuola, i bambini non in regola rimagono fuori

Tanti casi in tutta Italia. Le strategie delle famiglie no vax: prenotarsi la profilassi all'Asl per temporeggiare, invocare questioni di privacy

La bambina di Latisana, in provincia di Udine, per cui la madre si era rifiutata di firmare l’autocertificazione, sollevando un problema di privacy, dopo un giorno è stata accolta all'asilo. Invece le porte di una materna di Milano sono rimaste chiuse per una bambina di 3 anni non vaccinata: i carabinieri chiamati dal padre hanno potuto solo prendere atto della situazione. A Roma la preside di un istituto comprensivo ha mandato a casa una decina di alunni non in regola con le vaccinazioni. Cronache italiane di un inedito giorno di nido o di asilo. Entro l’11 settembre andava presentata alle scuole la documentazione (anche in forma di autocertificazione) che provasse che il bambino aveva fatto o prenotato i dieci vaccini diventati obbligatori per legge. Chi non ha provveduto, e fino a quando non provvederà, deve riportarsi il bambino a casa.

Vaccini obbligatori, come mettersi in regola per l'ingresso a scuola I genitori devono presentare il libretto vaccinale alla scuola entro il 10 settembre per nidi e materne ed entro il 31 ottobre per le scuole dell'obbligo. Sono previste multe per i genitori inadempienti e l'esclusione dei figli. I bambini possono essere esonerati, per motivi di salute, con un certificato. Ecco cosa c'è da sapere per non farsi trovare impreparati all'inizio dell'anno scolastico (a cura di Cinzia Lucchelli)

Gli espisodi. Nella scuola dell’infanzia Rosa De Egregis Gaspari, a Latisana, lunedì 11 settembre una mamma ha chiamato i carabinieri sollevando un problema di privacy : in fondo al modulo regionale per l’autocertificazione, da compilare e consegnare per attestare che il figlio/la figlia ha fatto o prenotato alle Asl le dieci vaccinazioni,  compare la precisazione che "i dati forniti saranno trattati dal personale scolastico, docente e non docente". I dati personali, ha insistito la madre, vanno trattati solo dal dirigente scolastico, come autorizzato dal Garante della Privacy. Il 12 settembre la bambina è stata fatta entrare: la madre aveva presentato alla scuola copia della raccomandata all’Asl di richiesta per appuntamento per fare i vaccini e tanto bastava per l'ingresso in aula.

La preside della materna in via Goldoni, a Milano, ha invitato una coppia a riportare la propria bambina di 3 anni a casa perché non vaccinata. I genitori come risposta hanno chiamato i carabinieri che hanno solo potuto prendere atto della situazione. La coppia potrà sporgere denuncia.

Donatella Gentilini, preside dell'istituto comprensivo di via Aretusa di Roma, racconta che su 263 alunni la mattina del 12 settembre in 97 non erano in regola con la documentazione sulle vaccinazioni: «buona parte l'ha regolarizzata in mattinata, alcuni bambini però li abbiamo dovuti rimandare a casa invitandoli a tornare domani con l'autocertificazione. Parliamo di pochi casi, forse una decina».

A Mantova hanno già cominciato a fare i contii, stimando che circa il 30 per cento degli iscritti alle scuole d’infanzia non ha portato la documentazione vaccinale.

Copertura vaccinale e immunità di gregge, cosa c'è da sapere In Italia dal 2013 è in corso un calo della copertura vaccinale. I dati del 2016 lo confermano, mostrando un'inversione di tendenza solo per meningococco C e, lieve, per morbillo e rosolia. La sfiducia dei singoli nei confronti di questa arma di prevenzione nei confronti di malattie gravi e potenzialmente mortali ha delle conseguenze anche sulla collettività perchè mette a rischio chi i vaccini non può farli (di Cinzia Lucchelli)

Le strategie no vax. Tra le strategie dei no vax l’invio alle Asl di raccomandate "fotocopiate" che chiedono un «appuntamento con medici e dottori delle strutture per effettuare possibili vaccinazioni». Raccomandate, si ipotizza, usate per prendere tempo. Scontri legali si profilano all’orizzonte. E’ successo in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia. Ancora, alcuni genitori si sono presentati a scuola con i legali. Altri hanno chiamato i carabinieri.

Di episodi singoli e non di caos parla la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Di diverso avviso il sindaco di Roma Virginia Raggi che in una lettera inviata alla Lorenzin e alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli definisce la nuova normativa confusa e chiede che i dicasteri «rendano immediatamente uniforme l'applicazione normativa».

Cosa succede se non si presenta la documentazione vaccinale
In base al decreto legge i bambini tra 0 e 6 anni iscritti a scuola (comprese le private non paritarie) che non hanno fatto le vaccinazioni e non le hanno richieste e non sono esentati per motivi di salute non entrano a scuola, almeno fino a quando non sarà fornita la documentazione. I ragazzi che invece frequentano le altre scuole dell'obligo entrano comunque anche se non vaccinati.

Per nidi e materne la scadenza era l’11 settembre. Anche tramite l'autocertificazione, garantendo di portare le carte ufficiali entro il 10 marzo 2018. La scadenza per gli altri gradi di scuola è il 31 ottobre.

«Se un genitore non ha fatto vaccinare il proprio figlio e continua a mantenere un atteggiamento contrario - aveva detto qualche giorno fa la ministra Fedeli - il lavoro più importante da fare come istruzione è proprio motivarlo, coinvolgerlo e convincerlo sull'importanza del vaccino per il proprio figlio e per il bene della comunità».

Le scuole entro dieci giorni dalla scadenza devono stilare la lista di chi non ha portato la documentazione alle Asl.

Ai genitori che non hanno vaccinato i bambini, né prenotato un appuntamento verrà proposto un primo incontro. Qualora rifiutassero, le aziende sanitarie invieranno loro una raccomandata. In caso di ulteriore risposta negativa scatteranno le sanzioni che vanno da 100 a 500 euro e soprattutto, per i bambini da 0 a 6 anni, la cancellazione dall'iscrizione agli asili nidi e alle scuole materne.

Ma ci sono alcuni distinguo regionali: in Trentino Alto Adige per i bambini non in regola con le vaccinazioni e senza prenotazione per effettuarla non scatterà subito l'espulsione. In Alto Adige inoltre è l'Azienda sanitaria a occuparsi delle prenotazioni. Le famiglie con bambini non in regola riceveranno comunicazione del termine per presentarsi alla vaccinazione. E' prevista una verifica regionale dell'esito delle sollecitazioni è prevista il 21 settembre. Se permanere l'irregolarità, partiranno delle raccomandate. Allo scadere di 30 giorni dal ricevimento di queste, se non ci sarà la prenotazione per le vaccinazioni, scatteranno le procedure di allontanamento dei bambini «non conformi» da scuola.

Vaccini, vero e falso: cosa c'è da sapere Non indeboliscono il sistema immunitario, non contengono sostanze tossiche e non causano l'autismo. Una diminuzione della copertura vaccinale comporta la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo. L'Istituto superiore della sanità fa chiarezza sul tema dei vaccini (a cura di Cinzia Lucchelli)

Privacy: scambio di dati sensibili solo a una direzione
Il nodo della privacy entra nel passaggio di dati sensibili tra scuola e Asl e viceversa ed è sciolto solo a metà.

Il primo settembre il Garante per la privacy ha adottato un provvedimento urgente per consentire agli istituti scolastici e ai servizi educativi per l'infanzia di trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità vaccinale. Il Garante autorizza le scuole ad inviare gli elenchi degli iscritti dalle Asl ma non autorizza la restituzione dei dati sensibili dalle Asl alle scuole.

Per semplificare l'applicazione della legge già a partire dall'anno scolastico 2017/2018 la Toscana ha inviato una richiesta al Garante per la protezione dei dati personali per capire se può inviare i dati vaccinali alle scuole. Anche la Lombardia ha intenzione di inviare una nuova richiesta al Garante per lo scambio reciproco di dati tra scuole e Asl.

 

 

 

 


 

 

 

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