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Aumentano le allergie respiratorie, ecco come difendersi

Aumentano le allergie respiratorie, ecco come difendersi

La causa nell'inquinamento ambientale. Il rischio aumenta a seconda di dove si vive. "Chi è diventato allergico lo rimarrà tutta la vita - dice Domenico Schiavino, responsabile dell’unità di Allergologia del Gemelli di Roma - ma se curati i sintomi possono scomparire"

Allergie respiratorie. Domenico Schiavino: "Ecco come difendersi" Aumentano le persone che soffrono di allergie respiratorie. "Colpiscono il 10-12 per cento degli italiani e sono legate all'inquinamento - dice Domenico Schiavino, responsabile dell’unità di Allergologia del policlinico Gemelli di Roma -. Non è mai un fatto genetico, le condizioni ambientali sono determinanti". "Chi è allergico lo rimarrà tutta la vita -aggiunge l'esperto- ma se curati i sintomi possono scomparire. Le cure di oggi sono più efficaci rispetto al passato" (di Cinzia Lucchelli)

Lacrimazione, starnuti, prurito, tosse. Per almeno un italiano su dieci la primavera apre le porte alle allergie respiratorie. Un fenomeno in aumento nei paesi industrializzati a causa dell’inquinamento. "Si stima che il 30 per cento della popolazione soffra di una qualche forma di allergia, nel 10-12 per cento dei casi respiratoria- dice Domenico Schiavino, responsabile dell’unità di Allergologia del policlinico Gemelli di Roma.- Esiste una familiarità ma non è una questione genetica, ad essere determinanti sono le condizioni ambientali". Come testimonia anche il fatto, racconta l’esperto, che all’inizio del secolo scorso, gli allergici erano così rari che la malattia veniva definita “atopica”, non classificabile. Ora le cose sono cambiate. "Le sostanze chimiche che respiriamo danneggiano le difese di superficie delle nostre mucose - spiega l’esperto - concorrendo ad attivare la sensibilizzazione". Lo stesso meccanismo si verifica per l’allergia alimentare: "oltre il 90% di quello che mangiamo è addizionato di sostanze chimiche volontarie, come i conservanti, e involontarie, conseguenza dell'inquinamento".

Nel 70% dei casi riniti e asma arrivano in età giovanile, senza distinzioni tra maschi e femmine. Si nasce con una predisposizione, ma perché l’allergia diventi malattia ci deve essere una causa scatenante, uno stimolo ambientale forte. A quel punto "si diventa clinicamente attivi e, se esposti a una normale quantità di allergene, sintomatici".

Chi è diventato allergico lo rimane per tutta la vita, ma le cure oggi sono molto più efficaci che in passato. "I vaccini, sublinguali, non hanno effetti collaterali e permettono di innalzare la soglia di tolleranza all’allergene: oltre l’80% dei pazienti non presenta più disturbi significativi". Per quanto riguarda la terapia sintomatica, "gli antistaminici di nuova generazione non danno problemi di sonnolenza".

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Per chi non tollera i pollini vivere al Nord o al Sud, in città o in campagna, al mare o in montagna incide nella qualità della vita. Nelle regioni meridionali la quantità di piante e pollini è superiore. "Ad esempio la Parietaria officinalis, pianta selvatica erbacea resistentissima, è presente soprattutto in Sicilia, Calabria e nel Napoletano verso la costa; il polline è molto piccolo, scende profondamente nelle vie respiratorie e provoca fenomeni asmatici". Le città, più inquinate, in certi mesi dell’anno possono diventare luoghi ostili. Anche l’altitudine conta: più si va in alto più i pollini arrivano tardi nel tempo e in quantità ridotta.

Come difendersi? Con il calendario prima di tutto. "Alberi come cipresso e nocciolo hanno un’impollinazione pre-primaverile; erbe come le parietarie officinalis,  selvatica e  resistentissima a tutto, cominciano a dare fastidio da marzo fino a tutto giugno, a  luglio e ad agosto danno una tregua, ma riprendono a impollinare da settembre a novembre. Nove mesi all’anno, una sintomatologia quasi perenne. Ancora, le graminacee fioriscono da aprile a giugno e così pure l’ulivo".

Per la quotidianità prevalgono le indicazioni di buon senso. Le vacanze meglio farle al mare perché la brezza tiene l’aria pulita; quando si va in giro in automobile i finestrini vanno chiusi e i filtri dell’aria cambiati con regolarità. Per chi va in moto si consiglia una bandana o una mascherina sotto il casco integrale per bloccare l’ingresso del polline. In piena impollinazione le finestre di casa vanno chiuse e aperte, per il cambio dell’aria, a mezzanotte o all’alba, quando i pollini calano.

Le allergie non si possono cancellare, ribadisce Schiavino,  ma se curati i sintomi possono scomparire.

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