Attentati a due moschee in Nuova Zelanda: 40 morti

Christchurch: quattro gli arresti per l'attacco fatto "contro i migranti"

WELLINGTON. La polizia neozelandese ha arrestato tre uomini e una donna in merito alle sparatorie avvenute oggi 15 marzo in due moschee della città di Christchurch nell'isola del sud e che hanno causato diverse vittime, 40 secondo fonti locali fra cui il giornale NzHerald oltre a 48 feriti.

Un uomo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi lasciando un manifesto anti-immigrati di 74 pagine in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni, che definisce un attacco terroristico. Non è chiaro se si tratti di una delle persone già presa in custodia dalle autorità neozelandesi.

L'uomo dice di essere un australiano bianco di 28 anni che è venuto in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all'attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l'attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da "immigrazione di massa".

Fra i particolari inquietanti della strage, il fatto che nei caricatori erano incisi i nomi di protagonisti di altri attentati clamorosi, come quello dell'italiano Luca Traini che aveva sparato contro diversi immigrati a Macerata e che ora è in carcere con una condanna a 12 anni di reclusione.

 

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