I medici imparano a gestire il proprio stress

Ailun, al via da oggi le simulazioni cliniche con il pediatra americano Peter Weinstock

NUORO. Da questa mattina medici e infermieri della Asl di Nuoro e di altre zone della Sardegna saranno a lezione dal pediatra Peter Weinstock, 45 anni, di Boston, uno dei massimi esperti della simulazione clinica. L’appuntamento è all’Ailun, l’associazione universitaria che ha stipulato con l’azienda sanitaria di Nuoro un accordo triennale per portare avanti corsi per la preparazione del personale sanitario. Il sistema è quella della pratica virtuale, con l’utilizzo di “Simannu”, il manichino acquistato su iniziativa dell’Ordine dei medici proprio per portare avanti le tecniche della medicina virtuale. I due corsi, di una giornata ciascuno, sono stati presentati ieri dal medico americano, insieme al direttore generale della Asl, Antonio Maria Soru, e da Luigi Arru, ematologo, presidente dei medici della provincia. Si tratta dei primi di una serie di seminari che nel prossimo futuro interesseranno tutto il personale dell’Asl.Con loro anche alcuni operatori di polizia e protezione civile, dei vigili del fuoco, spesso impegnati in situazioni di emergenza. L’obiettivo, al di là delle questioni tecniche – ha detto Arru – «è di preparare gli addetti ai frangenti di difficoltà, contrassegnati da ansia e tensione, che sono comuni sia di chi lavora negli ospedali, sia di chi con vari compiti interviene nelle operazioni di soccorso». Proprio per questo insieme a Peter Weinstock, oggi e domani ci sarà all’Ailun Alberto Zamboni, pilota di Meridiana; e questo perché le condizioni di stress e apprensione che si vivono nella cabina di un aereo, quando qualche cosa non va per il verso giusto, sono esplicative per inquadrare e risolvere gli attimi di che si creano in clinica, soprattutto durante un intervento chirurgico. La simulazione medica aiuta molto. Gli americani hanno iniziato a metterla in pratica una quindicina di anni fa. Sono sorti centri nelle città più importanti, quello di Boston è il primo nato all’interno di un ospedale, ed è diretto da Weinstock. Su quell’esperienza sta per partire la struttura di Bristol, in Inghilterra.

Il pediatra ha illustrato metodo e risultati: «Si parte sempre da un caso clinico reale, che non è andato a buon fine e ci si confronta all’interno dell’èquipe sanitaria; in questo modo si possono verificare le difficoltà, che attengono spesso a questioni di concentrazione o di stima dei tempi dell’operazione chirurgica». Gli americani poi ritornano sullo stesso caso e lo riesaminano, a cadenze periodiche, così da raggiungere il massimo della professionalità e sicurezza nel momento in cui dovranno operare per davvero. «La simulazione consente infatti quel coinvolgimento degli operatori che non sarebbe possibile

se il caso venisse soltanto discusso a voce» ha aggiunto Weinstock. Sulla bontà della simulazione parlano da anni le riviste scientifiche e il seguito tra gli operatori alle conferenze: «All’inizio – ha concluso il medico di Boston erano un centinaio, oggi partecipano in tre, quattromila».

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