Per il trasporto merci si profilano tempi infiniti

Macomer una volta movimentava il 60 per cento del traffico con la penisola Da quattro anni è tutto fermo e i progetti di rilancio segnano il passo

MACOMER. C’era una volta il polo del trasporto merci di Macomer. La favola è finita quattro anni fa da quando Trenitalia ha deciso di trasportare solo passeggeri. Il polo delle merci potrebbe rinascere con la realizzazione del centro intermodale di Borore, che oltre al punto di carico dietro la stazione ferroviaria nell’ex campo di aviazione, ne prevede uno anche nella zona industriale di Tossilo. La rinascita del polo di Macomer resta però legata al rilancio del trasporto merci su ferrovia in Sardegna. In occasione della cerimonia per la riapertura della linea Macomer-Nuoro, l’assessore regionale ai Trasporti, Cristian Solinas, ha detto che si tratta di un’ipotesi possibile. Lo scalo merci di Macomer delle ex Ferrovie dello Stato, intanto, da quattro anni non esiste più. Viene utilizzato soltanto per il trasporto militare o dei materiali per le manutenzioni alla linea. Dalla fine di luglio del 2008 da Macomer non parte più nulla. Praticamente lo scalo è chiuso. Il riavvio del settore cargo è legato alla realizzazione di infrastrutture per collegare la ferrovia alle banchine dei porti di Porto Torres e Olbia sulle quali sembra essere calato il silenzio. Da oltre quattro anni, intanto, da Macomer non parte più neppure uno spillo. Eppure dallo scalo, suddiviso tra le strutture dell’area Ferrovie dello Stato con accesso dalla fine via Piemonte e di Campeda, si movimentava il sessanta per cento delle merci spedite dalla Sardegna nella penisola. Nella piattaforma di via Piemonte gran parte di binari sono stati smantellati quando è stato realizzato il sottopasso che collega viale Nenni al corso Umberto. La struttura di Campeda, un tempo gestita dalla ditta Castelletti, era la più attiva in Sardegna per quantità e volume di merci movimentate. Il disarmo è iniziato alla fine degli anni Novanta e da un decennio non si spedisce più nulla. La cessazione del trasporto marittimo dei carri ferroviari da Golfo Aranci a Civitavecchia ha paralizzato tutto. La cessazione dell’attività di trasporto delle merci ha cancellato il polo dei trasporti. Progetti importanti come quello del centro intermodale di Borore-Tossilo, fondamentale per abbattere il costo del trasporto delle merci e per il rilancio della zona industriale, procedono con lentezza esasperante. Senza la concorrenza delle

ferrovie e con il prezzo del gasolio per autotrazione a livelli proibitivi, il costo del trasporto merci su gommato è alle stelle. Da Macomer partivano le sabbie silicee dirette alle fabbriche emiliane di piastrelle e il Pet dell’Equipolymers di Ottana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Nuoro Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro