Tiana, il fagiolo diventa il re delle cortes

TIANA. «La Sardegna ci guarda e noi ci vogliamo proporre con il vestito migliore. Siamo un piccolo paese fatto di grandi persone e tanta storia da celebrare». Queste le parole di Bruno Curreli,...

TIANA. «La Sardegna ci guarda e noi ci vogliamo proporre con il vestito migliore. Siamo un piccolo paese fatto di grandi persone e tanta storia da celebrare».

Queste le parole di Bruno Curreli, sindaco di Tiana nel presentare la settima edizione della festa dell’ospitalità tianese inserita nel calendario di Cortes apertas. Una storia fatta di cibo sano, nel quale un particolare legume, si candida ad essere tassello privilegiato dei gourmet più particolari. Ovvero il fagiolo tianese.

La sagra andrà in scena a partire da venerdì prossimo. E tra i suoi pezzi forti l’unica gualchiera funzionante della Sardegna e il concorso culinario che vuole lanciare il fagiolo tianese come prodotto di nicchia da abbinare ad altri cibi e pietanze.

«Da secoli – spiega il sindaco Curreli – vantiamo una lunga tradizione in fatto di coltivazione di legumi. E tra questi il tipico fagilo tianese. Faita bianca, “faita’e colore” e “faita brentiniedda” saranno i protagonisti di un excursus del gusto tale da far impallidire i celebrati piatti del continente».

Non si sa se quello tianese raggiungerà, come fama, i “fagioli all’uccelletto” o “fagioli con cotiche” dei pur bravi “fagiolari” delle fiaschetterie toscane e romane. Certo è che minestre, arrosti e piatti a base di faita tianesa potrebbero essere un innovativo richiamo per i visitatori. E perciò una decina di abili chef isolani e non, tra cui Luigi Pomata e Ferdinando Rossi, sono stati chiamati ad utilizzare nelle loro creazioni culinarie proprio il fagiolo tianese. Con tanto di degustazione delle loro pietanze per i turisti.

«Forte del privilegio di essere custode dell’ultima gualchiera funzionante e di un altrettanto bel mulino, anch’esso efficiente – continua il primo cittadino – il paese di Tiana, nella sua interezza, ha progettato una sequenza di eventi a misura d’ospite. Così che coloro che arriveranno saranno accolti da tutta la cittadinanza, non da un singolo produttore, dal comune o dalla Pro loco».

Non mancheranno

gli altri eventi, come il restauro e la stagnatura degli oggetti e contenitori in rame, la costruzione del coltello (s’arresoia), la lavorazione della tegola sarda e de su ladiri, l'intagliatura dei pannelli per le cassapanche, la tintura della lana fatta esclusivamente con erbe naturali.

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