Diserbanti sulla 131 Luciano: «Pericolosi per api e ambiente»

Il docente universitario molto critico sull’uso degli erbicidi «L’Anas risparmia ma è meglio ritornare allo sfalcio»

NUORO. Diserbanti nelle cunette? Meglio ritornare allo sfalcio dell’erba per mettersi al sicuro da ogni possibile rischio. «Perché anche se l’erbicida spruzzato dall’Anas lungo la statale 131 dcn è largamente usato in Italia e all’estero, ciò non significa che non sia dannoso». È molto critico Pietro Luciano, presidente del corso di laurea in Scienze forestali e ambientali nella sede nuorese dell’Università di Sassari, sull’utilizzo dei pesticidi per ripulire i bordi stradali dalle erbacce: un metodo veloce ed economico per l’Anas, visto che fa seccare la vegetazione nel giro di una decina di giorni, ritardandone la ricrescita. Ma rischioso per l’ambiente, e tossico per api e altri insetti. Non è insomma infondato l’allarme lanciato dai due apicoltori nuoresi, soci della cooperativa Maia che opera nella zona industriale di Sologo, che ieri hanno denunciato l’intervento dell’Anas. Avevano visto il camioncino della ditta incaricata dall’ente, spruzzare con una pompa il diserbante ai bordi della 131 dcn, in un tratto distante una trentina di metri dalla loro attività: «Se quelle sostanze vanno a finire nell’acqua e le api la bevono, muoiono», avevano protestato.

«Il glyphosate, il principio attivo utilizzato dall’Anas – spiega Luciano – è sicuramente tossico per pesci, invertebrati e crostacei e moderatamente tossico per api e altri insetti. Che sono comunque ad alto rischio perché il moderatamente tossico può diventare tossico in base alla quantità di prodotto usato. In ogni caso, se anche non dovessero morire, bevendo l’acqua, le api raccolgono gli elementi inquinanti che vengono portati nell’alveare insieme al nettare e al polline, finendo quindi nel miele».

Con una nota, l’Anas ha difeso strenuamente l’utilizzo degli erbicidi utilizzati: «Prodotti biodegradabili, solitamente a base di glyphosate, che vengono impiegati in percentuali e con modalità tali da non risultare pericolosi o nocivi, né per l’uomo, né per l’ambiente», ha scritto. Rassicurazioni rispedite al mittente dal docente universitario. Che rimarca: «Tutti i prodotti di sintesi hanno una componente non naturale e in quanto tale può far male agli organismi, fra i quali le piante. Il principio attivo glyphosate viene assorbito dalle foglie e trasferito poi alla radice, provocando il dissecamento della pianta nel giro di dieci, dodici giorni. Utilizzare questi prodotti anziché lo sfalcio è un metodo sicuramente più veloce e più economico per ripulire le cunette. Ma non viene considerato, ad esempio, il contributo dato dalle erbe al terreno, le cui radici trattengono la terra nelle scarpate stradali, evitando piccole frane e smottamenti. Sfalciando l’erba la radice rimane viva e riprende a crescere e a svolgere la sua funzione, altrettanto non accade con il controllo chimico». Accanto all’aspetto ambientale, c’è poi quello legato ai rischi di tossicità per le api e per i cosidetti insetti pronubi, quelli cioè che trasportano il polline da un fiore all'altro. «Insetti ad alta attività, che si muovono in ampi spazi e quindi maggiormente esposti a questi rischi», spiega ancora Pietro Luciano. Che non da dubbi sulla strada giusta da intraprendere per mettersi al riparo da ogni possibile pericolo. «Ritornare allo sfalcio dell’erba, che tra l’altro, di questi tempi, darebbe anche lavoro a numerose persone. Sarebbe opportuno evitare al massimo l’impiego di prodotti di sintesi perché

le ricadute in alcuni ambiti sono abbastanza note. E soprattutto sarebbe importante non utilizzare i diserbanti in strade come la 131 dcn, che attraversano la Sardegna, ma solo su aree limitate e dove non è possibile arrivare con i mezzi meccanici.

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