No alla lingua sarda per l'esame di maturità

Il Pds'Az interviene sul caso di una studentessa di Tortolì che non ha potuto dare l’esame di maturità in “limba”

TORTOLÌ. Il Psd’Az prende posizione sul caso della studentessa di Tortolì alla quale è stata negata la possibilità di sostenere l’esame di maturità in sardo.

«Si tratta dell’ennesima triste vicenda che riguarda i diritti violati del popolo sardo, e che segue di poco l’incredibile presa di posizione di alcuni esponenti politici del comune di Cagliari contro l’inserimento della lingua sarda fra gli elementi di valutazione nei concorsi sulla base della assurda convinzione che sarebbe discriminatorio nei confronti di chi non lo parla», ha affermato il segretario dei sardisti Giovanni Angelo Colli.

«La lingua è una risorsa che se valorizzata produce ricchezza e lavoro ed è giusto che ne sia richiesta la conoscenza a tutti coloro che intendano sostenere concorsi per lavorare in Sardegna - prosegue Colli - ma forse a qualcuno sfugge ancora che i sardi sono la più grande minoranza linguistica presente nella repubblica e che la lingua sarda è riconosciuta dalla legge 482 del 1999».

Ma per Colli vi è anche

una lettura positiva della vicenda: «Questo episodio dimostra una significativa presa di coscienza delle nuove generazioni che va incentivata e non repressa ma dimostra anche quanto ancora ci sia da fare in termini di politica linguistica affinchè episodi come questo non si ripetano mai più».

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