Mistero sul movente dell’incendio

Gairo, indagini a tutto campo dopo la distruzione dell’agriturismo “Su Coili”

GAIRO. Marina di Gairo il giorno dopo. Nell'aria, ancora l’odore acre di bruciato. In fumo due miliardi delle vecchie lire. Questo il valore degli interventi realizzati nell'area dove restano le rovine dell’agriturismo “Su Coili”, oggetto della devastazione compiuta dagli incendiari, la notte tra domenica e lunedì. Gli interrogativi sorgono. E sono inquietanti. Perché? E, soprattutto, per chi? Gli inquirenti indagano a tutto campo, lavorando per trovare il movente di un gesto sconsiderato. La struttura ricettiva nella zona marina di Coccorrocci era di proprietà del comune di Gairo, che da diversi anni l’aveva data in concessione a privati. Un agriturismo che cominciava a muovere i primi passi e a raccogliere numerosi consensi. Le prenotazioni per Pasqua erano già pronte. Una sorpresa velata di amarezza e rabbia quella espressa dal primo cittadino di Gairo, Roberto Marceddu: «Mi rendo conto che ci troviamo di fronte a vere e proprie reazioni sconsiderate che si fatica a superare. Nonostante gli sforzi e l’impegno continuo, da parte nostra e dei tantissimi gairesi, per far prevalere sempre e comunque la ragione, spesso continua ad avere la meglio questo tipo di risposta. E poco c’entra la crisi o il disagio economico, che tuttavia

esistono e sono reali. Qui si tratta di mentalità. Una mentalità sbagliata che porta alcune persone a regolare conti in sospeso fra loro o a storcere il naso per qualche vicenda non particolarmente gradita. Non si riesce a comprendere che così facendo, si crea un danno all'intera comunità».

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