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Agente si toglie la vita sconvolto dal suicidio del fratello gemello

OROTELLI. A meno di un anno dalla tragedia che colpì la famiglia di Gonario Piroddi, l’imprenditore di Orotelli suicidatosi ai primi dello scorso aprile, angosciato per l’impossibilità di pagare i...

OROTELLI. A meno di un anno dalla tragedia che colpì la famiglia di Gonario Piroddi, l’imprenditore di Orotelli suicidatosi ai primi dello scorso aprile, angosciato per l’impossibilità di pagare i debiti contratti con Equitalia, un altro lutto si è abbattuto sulla famiglia. Il fratello gemello di Gonario, Daniele, da tutti conosciuto come Lelle, 49 anni, si è tolto la vita nel paese del Senese dove abitava, vicino a Volterra, dove prestava servizio come agente di custodia. Il corpo è stato trovato nell’orto della sua abitazione.

L’uomo, sposato con una donna di Orotelli e padre di un figlio di 18 anni, non è riuscito a sopportare il peso della morte del fratello gemello. Le ragioni del suo gesto estremo sono contenute in due lettere che Piroddi ha lasciato ai familiari. La notizia è stata accolta a Orotelli con sconforto e dolore. In paese vivono il padre, la mamma e tre sorelle. «Una tragedia senza un perché anche se sembrerebbe che abbia lasciato una lettera a una delle sorelle in Sardegna per spiegare le ragioni – fa sapere Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria –. Ci stringiamo con tutto l’affetto e la solidarietà possibili al dolore indescrivibile della moglie, del figlio, dei familiari, degli amici, dei colleghi».

«Questo grave fatto avviene a meno di un mese da una analoga tragedia, a Novara» commenta ancora Capece. Che fa rilevare che «una riflessione deve essere fatta sulla piaga dei suicidi tra i poliziotti: 100 casi dal 2000 ad oggi sono una enormità».

L'agente di polizia penitenziaria è stato rinvenuto senza vita stamani. L'allarme e le ricerche di carabinieri, vigili del fuoco e volontari, erano scattate da ieri: secondo quanto emerso dagli accertamenti dei militari avrebbe inviato un sms a una parente, scrivendole quali erano le sue intenzioni. Il perchè lo avrebbe spiegato in due lettere. Una era indirizzata a una sorella, una missiva

che aveva lasciato in carcere ieri a fine turno e poi trovata da un collega. L'altra era per la moglie: l'aveva con sè quando è stato trovato morto. Sempre in base a quanto emerso, in entrambe le lettere l'uomo avrebbe fatto riferimento alla scomparsa del fratello, a cui era molto legato.

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