Orune, fuoco a un fienile carbonizzati due cavalli

Nel mirino degli attentatori un allevatore di 40 anni, Vittorio Mangia Le fiamme hanno distrutto il suo ovile nella località di Monte Tirìa

ORUNE. Attentato incendiario la notte scorsa nelle campagne di Orune. Ignoti hanno dato fuoco a un fienile, in località monte Tiria a pochi chilometri del centro abitato.

Nel mirino degli attentatori è finito un giovane quarantenne, allevatore del posto, che ieri mattina ha trovato il suo ovile, costituito da un fabbricato in lamiera di 150 metri quadrati, totalmente distrutto e ancora fumante. All’interno c’erano i suoi due cavalli da corsa uccisi dalle fiamme.

Vittorio Mangia si è precipitato nella caserma alle porte di Orune per sporgere denuncia ai carabinieri che prima di seguirlo in campagna, a breve distanza dalla fonte di Senorchè, lungo la statale 389, hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro. Ma quando i pompieri sono arrivati sul posto il rogo era ormai già stato domato.

La piccola struttura era distrutta e i due animali, ormai cadaveri, pietosamente distesi per terra, quasi irriconoscibili.

I vigili hanno effettuato un sopralluogo di controllo per verificare le condizioni di sicurezza dei luoghi ed analizzare le possibili cause dell'innesco che aveva provocato la combustione, che però vista le condizioni in cui si trovava la struttura non è stato possibile trovare nulla. I carabinieri della stazione del paese coordinati dal comandante della Compagnia di Bitti, Fabio Saddi, hanno fatto partire le indagini con la speranza di riuscire a fare luce su questo inquietante episodio. Vittorio Mangia non è riuscito a dare elementi utili agli investigatori non riuscendo a giustificare un’azione così grave nei suoi confronti.

Il giovane, con qualche precedente penale, teneva i due cavalli da corsa nelle campagne di monte Tiria dove si recava quotidianamente, la mattina e la sera. Proprio come ha fatto domenica che ha lasciato i suoi animali, poco prima che diventasse buio e ieri mattina li ha trovati carbonizzati.

Un duro colpo per l’allevatore appassionato di equitazione. I malviventi hanno agito quando erano certi di non poter essere più notati da nessuno. Probabilmente sono entrati in azione quando

ormai le campagne erano ormai deserte e nessuno poteva dare l’allarme.

Un piano studiato nei dettagli per far male e colpire nel profondo l’allevatore che teneva in modo particolare a questi due animali diventati famosi perchè partecipavano alle corse equestri di tutta l’isola .

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