Vigili del fuoco, emergenze e stress

Complicate esercitazioni per gli specialisti nelle grotte di Sa Oche e Su Bentu

NUORO. Le corde penzolano davanti all’ingresso della grotta di Sa Oche, mentre dall’interno arrivano voci lontane portate in superficie dall’eco. Due vigili del fuoco superattrezzati per lavorare in cordata si calano dal costone e scompaiono all’interno della grotta. Silenzio. Rotto soltanto dallo scricchiolio dei moschettoni. Ancora voci sommesse. Altri vigili del fuoco si avvicinano all’imboccatura della grotta e aiutano i colleghi a riportare in superficie un subacqueo che aveva appena concluso un’esplorazione nei fiumi sotterrranei sotto il massiccio del Corrasi alla ricerca di un’escursionista reimasto intrappolato in un sifone. Un’esercitazione spettacolare svolta dai vigili per testare le attrezzature, perfezionare il grado di preparazione e valutare i modi e i tempi degli interventi in situazioni critiche. Ma in quest’occasione è stato aggiunto un elemento particolarmente importante: il fattore uumano, la gestione dello stress nella simulazione avanzata e nella gestione delle emergenze. Elementi che sono alla base dell'iniziativa “Soter” (parola greca che significa sicurezza), all’interno del progetto «Simannu» (centro simulazione medica) dell’Ailun (l’Associazione per l’istituzione della libera università nuorese), alla quale sta partecipando il comando provinciale dei vigili del fuoco. Progetto unico del suo genere in Italia.

Le esercitazioni dei vigili, coordinati dal responsabile delle operazioni di socorso, ingegner Antonio Giordano, sono state svolte in ambienti con altissimi coefficienti di difficoltà come le grotte di Sa Oche e su Bentu. Al primo corso del Saf (soccorso alpino fluviale) hanno partecipato 20 vigili da tutta la Sardegna. Poi c’è stata l'imponente esercitazione di speleosub alla quale hano preso parte 60 specialisti dei vigili. Una simulazione che si è protrata per tre giorni alla quale hanno partecipato 6 sommozzatori, 4 del nucleo di Cagliari e 2 di Sassari, componenti della task force nazionale di speleosubacquea. L’esercitazione prevedeva di attraversare la grotta di Sa Oche, passando sott'acqua attraverso un sifone per raggiungere e soccorrere una persone intrapolata.

«Si è operato in condizioni estreme – ha spiegato Sauro Mazzanti referente dei vigili del fuoco nel progetto “Soter” – simulando anche l’infortunio di uno degli operatori». Nell’esercitazione è stata impegnata anche una squadra Saf coordinata dal capotecnico Antonio

Massidda, un pilastro dei vigili anche a livello nazionale.

Dalle due esercitazioni, grazie agli studi dell'Ailun, si esce con una maggiore consapevolezza dello stress in situazioni di altissima criticità. Una collaborazione portata avanti con entusiasmo dal nuovo comandante Fabio Sassu.

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