Onifai, il ponte che nessuno vuole

È il vecchio viadotto sul Cedrino costruito nel ventennio fascista e poco usato

ONIFAI. Tra tutti i ponti e i cavalcavia spazzati o danneggiati dall'alluvione del 18 novembre scorso in Sardegna ce n'è uno (molto probabilmente l’unico) di cui nessuno chiede il ripristino.

Anzi il contrario: tutti sperano che quanto prima venga smantellato definitivamente dalle fondamenta dall’uomo. È il vecchio ponte sul Cedrino sulla strada provinciale 25 all’ingresso di Onifai arrivando da Orosei.

Dai primi anni Novanta, quando accanto al vecchio manufatto ne fu realizzato uno ex novo più largo e con arcate leggermente più alte, il vecchio ponte costruito durante il ventennio fascista non viene praticamente utilizzato più da nessuno (ormai neanche più per il transito di greggi). Anzi la sua presenza è diventata fonte di grave ostacolo per il deflusso del Cedrino verso la foce durante le piene o le esondazioni.

Succede infatti che durante questi eventi le sue arcate e la stessa passerella diventino un intoppo insormontabile per la massa di detriti vegetali (alberi, cespugli, canne, etc) strappati dalla piena e in corsa verso il mare, che vanno a formare una diga proprio all'ingresso del centro abitato. Una situazione di pericolo nota e segnalata da tempo dall'amministrazione comunale che chiede da anni l'abbattimento del vecchio manufatto e condivisa dallo stesso Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale che aveva inserito la demolizione del vecchio ponte nel progetto

(in parte finanziato) per la pulizia e la messa in sicurezza del tratto del Cedrino che va dal nuovo ponte di Onifai sino a quello di Orosei. Ora però pare che i fondi non siano più sufficienti e il rudere del vecchio ponte sembra destinato a rimanere al suo posto ancora chissà per quanto.

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