Sorgono, apre lo sportello di mediazione familiare

Successo del progetto “Sostegno alla genitorialità” finanziato dalla Regione Pisano: «Fondamentale fornire informazioni ai minori e formare gli adulti»

SORGONO. Bullismo, utilizzo deviato dei social netowrk. Ma anche ascolto e dialogo con i minori ed adulti, per stabilire un corretto rapporto sia di amicizia che familiare. Si è concluso nel mese di giugno 2014 il progetto “Sostegno alla genitorialità. Mediazione famiglia-scuola”, finanziato per due annualità dalla Regione Sardegna e che ha interessato il Consultorio Familiare di Sorgono, diretto dalla dottoressa Marinella Ariu. Una decina i comuni interessati, tutti appartenenti al distretto Sanitario di Sorgono. Fiore all'occhiello del progetto è stata l'apertura dello sportello di mediazione famiglia-scuola: un servizio rivolto a genitori con figli tra i 6 e i 14 anni, insegnanti delle scuole primarie e secondarie, educatori del servizio territoriale, operatori dei Comuni, medici di base e pediatri di libera scelta, volontari delle associazioni e delle parrocchie. Lo sportello opera a Sorgono, Belvì e Tiana. Di grande interesse gli incontri tematici che hanno riguardato giovani e genitori, coinvolgendo gli operatori del consultorio familiare, la neuropsichiatra infantile, i pediatri territoriali, gli operatori del servizio educativo territoriale, dei servizi socio-assistenziali dei comuni. In prima fila anche il dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo di Atzara. Tra i docenti del corso, lo psicologo Luca Pisano, direttore del master in criminologia Ifos.

Pisano ha affrontato anche il delicato e attualissimo problema del cyberbullismo. I dati sono stati di grandissimo interesse.

«Il sexting – dice lo psicologo – ovvero l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici è un fenomeno sempre più in aumento tra i giovani. Il 47% degli adolescenti dichiara che è molto diffuso inviare o ricevere messaggi con riferimento al sesso».

Allarmanti anche alcuni dati che vedono i minori coinvolti in attività legate ai social network e all’uso delle nuove tecnologie. Molti adolescenti dichiarano di aver avuto esperienze intime con persone conosciute tramite i social network e altri segnalano

la vasta diffusione di immagini di nudo o seminudo tramite il web. «Ecco perché – conclude Pisano – fornire informazioni ai minori e formare gli adulti rappresenta l’azione più rilevanti per contrastare la navigazione on line a rischio ed evitare il diffondersi dei fenomeni devianti».

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