Dopo il Sud America Lobina sulla cima più alta d’Europa

In Russia, sul monte Elbrus, seconda tappa dell’avventura dell’alpinista che vuole raggiunge le sette vette del mondo

NUORO. Per la seconda volta dall’inizio dell’anno la bandiera dei quattro mori ha raggiunto una delle sette vette più alte del mondo. Appunto Sardegna Seven Summits si chiama il progetto di un alpinista nuorese, Angelo Lobina, che nell’arco di due anni vuole portare il simbolo dell’isola in cima alle vette dei sette continenti. Se dovesse riuscire a portare a termine la sua impresa, sarebbe il primo sardo a farlo e il nono italiano (il primo è stato Reinhold Messner). Seven Summits è una delle prove più difficili per gli alpinisti: nata nel 1985, è riservata a un’élite di sportivi. L’hanno portata a termine appena in 350.

Lobina, 52 anni, commerciante, è uno storico appassionato di arrampicata nelle falesie del Supramonte che da alcuni anni ha deciso di cimentarsi nell’alpinismo. È appena tornato dalla Russia, dove nei giorni scorsi ha conquistato in solitario l’Elbrus, nel Caucaso, la montagna più alta d’Europa. Con sé, a quota 5642 metri, aveva il vessillo dei quattro mori ben fissato allo zaino e indosso, per la foto di rito, la maglietta dell’Aisla, l’associazione che nell’isola assiste i malati di sclerosi laterale amiotrofica. A gennaio era toccato alla vetta più alta dell’America latina, l’Aconcagua in Argentina, a 6962 metri. Con Angelo Lobina c’era un altro sardo appassionato di alpinismo, il gavoese Paolo Mulas, ma questa volta ha fatto tutto da solo. «Il monte Elbrus è un imponente vulcano estinto _ dice Lobina _ dalla classica forma conica, interamente coperto da ghiacci. L’ascesa non è tecnicamente impegnativa ma occorre un buon livello di allenamento. Le frequenti tempeste, generate dalle correnti di aria umida provenienti dal Mar Nero, che possono creare situazioni di alto rischio». L’impresa dell’Elbrus si è rivelata relativamente più semplice dell’Aconcagua perché la montagna si trova in un massiccio nel quale è praticato lo sci e si arriva con una funivia sino a 4000 metri. Ciò non toglie difficoltà alla scalata, che si svolge in condizioni climatiche difficili (Lobina è incappato in una nevicata). Dopo il necessario acclimatamento, da quella quota per arrivare alla vetta occorre percorrere una salita di un chilometro e 750 metri. Lobina ha accelerato i tempi ed è partito nel cuore della notte, e dopo sette ore di fatica è arrivato alle 9 del mattino.

Al suo rientro in Sardegna, l’escursionista sta già pensando alle prossime tappe del suo Seven Summits. Partirà a ottobre, ma non sa ancora se la meta sarà il Kilimangiaro in Tanzania (5895 metri) o la Piramide Carstensz in Indonesia (4884). Oltre alla necessità di possedere esperienza e doti atletiche fuori dal comune, infatti, uno dei problemi principali nell’affrontare il progetto delle sette vette è il fattore economico. «Servono almeno 250mila euro», dice il commerciante, che per realizzare il sogno della vita ha dato fondo ai propri risparmi. Sino ad adesso ha proceduto

senza sponsor, ha tentato con il crowdfunding (sottoscrizione via internet) ma i fondi ancora non bastano. Confida in quanti, enti pubblici o privati, crederanno nella sua idea di portare i quattro mori in vetta al mondo. “Sardegna7Summits” ha un sito in allestimento e una pagina facebook.

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