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di LINO DEPALMAS * Caro nipote, i tuoi nonni non credono a questo villaggio globale, perché sono orfani di quello vero, orfani della società comunitaria. Sa idda, il piccolo paese dove sono nati e da...

di LINO DEPALMAS *

Caro nipote, i tuoi nonni non credono a questo villaggio globale, perché sono orfani di quello vero, orfani della società comunitaria.

Sa idda, il piccolo paese dove sono nati e da dove, soffocati dalla miseria, sono scappati emigrando in terras anzenas, lavorando e risparmiando per poter spedire i soldi giù e aiutare la propria famiglia.

Sempre con l’animo del contadino e del pastore, hanno acquistato terreni e costruito la propria casa pietra su pietra, grazie a su cambiu torratu, l’aiuto reciproco, perché c’era ancora sa tratentzia, sa vide, sa paraula.

Oggi, tutto tace ormai.

Se qualche volta i nonni te la raccontano come trasognati, non prenderla come qualcosa di senile. Non ti chiedono di fare come loro, ti vogliono ricordare che loro l’hanno fatto.

Lo so che i tempi sono cambiati, che adesso è la famiglia a mandare i soldi all’emigrato e che il presente non è facile. Ma credimi, non lo era nemmeno quello dei tuoi nonni.

Guerre, malaria, malattie e fame, tanta fame, così tanta che per calmare il maiale affamato suonavano la fisarmonica, e lui si addormentava sognando beato, ma la fame era così tanta che si svegliava più aggressivo di prima.

Dico questo, per non dimenticare che se i tuoi genitori (e anche tu!) hanno avuto la possibilità di studiare e vivere una vita più agiata, è grazie al loro spirito di sacrificio.

I tuoi genitori purtroppo l’hanno dimenticato. Ormai sono nella lista delle famiglie in estrema povertà.

Hanno dilapidato tutto il patrimonio culturale e morale. Sono la nuova figura del povero moderno, povero in tutti i sensi, ricco solamente di pigrizia e disonore. I tuoi nonni non si sarebbero mai abbassati a petire un’undu ’e latuca, mentre i terreni

intorno al paese sono completamente abbandonati.

Questo è il paese dove sei venuto a crescere.

Ti scrivo queste parole, caro nipote, affinché tu possa perdonarli perché non sanno quello che fanno, ma soprattutto no iskin ki nd’an pèlditu vatta e fama.

. * Berlino-Lodè

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