Novità per chi viaggia in bicicletta: presto un hotel tutto per loro

Il sindaco di Tortolì: «È un’occasione d’oro per l’Ogliastra Sono sempre di più gli appassionati di cicloturismo»

È da circa 12 anni che a Tortolì si parla della realizzazione di un bike hotel. Inizialmente, a fine 2001, si seppe che vi era un imprenditore del nord Italia che avrebbe potuto costruirne uno nella zona di Cea. E ora se ne riparla. Ma in Comune, almeno nell'ultimo periodo, non c’è stato alcun contatto. Al sindaco Massimo Cannas, l'idea non dispiace: «Al di là delle varie norme urbanistiche e anche per quanto previsto in caso di recupero di strutture ricettive già esistenti, qualunque idea legata al turismo e alla sua crescita ci vede molto attenti. I bike hotel stanno proliferando in tutta Europa e in Italia. Gli appassionati di cicloturismo sono in crescita anche fra i flussi vacanzieri che giungono qui a Tortolì-Arbatax. Di conseguenza è un target che occorre seguire con grande attenzione, considerando che i bike hotel operano bene anche in bassa stagione. E si potrebbe così allungare il periodo delle presenze di flussi vacanzieri». Ma cosa sono i bike hotel? Si tratta di strutture specializzate per comitive di ciclisti con un rimessaggio e cucina particolare.

Il fenomeno prese piede, e alla grande, già da oltre 14 anni in Piemonte, in Trentino e anche in Emilia Romagna (e in misura minore in Liguria, in Veneto, e in altre regioni). Sono sempre più, durante la stagione primaverile-estiva, le comitive di ciclisti che scelgono il territorio per le vacanze. Gli hotel di nuova concezione per cicloturisti di tutte le età, anche nell'ultimo lustro hanno fatto registrare un grande successo. Ma cosa offrono in concreto queste strutture rispetto ai normali alberghi? In primo luogo un deposito sicuro per le biciclette, ma anche un'officina attrezzata con numerosi pezzi di ricambio da utilizzare per ogni evenienza, oltre a un rimessaggio particolare per quanti hanno l'abitudine di lavare e oliare spesso l'inseparabile compagna su due ruote. Ma oltre a questo, al ciclista viene messo a disposizione un fisioterapista, una palestra, una sauna e un bagno turco e una sala massaggi. A questo deve aggiungersi un servizio di lavanderia, sempre pronto a fornire roba pulita (completino da ciclista) in pochissimo tempo. Ed infine, anche un menù che ricorda molto quello dei ciclisti professionisti, con tanti carboidrati a qualunque ora si faccia rientro in albergo.

In Ogliastra, nonostante i numerosi flussi di cicloturisti che si registrano durante tutto l'anno, ma soprattutto da marzo fino alla fine di ottobre, non esiste un bike hotel. Eppure, si potrebbero creare queste strutture ricettive che hanno anche una guida turistica che accompagna o suggerisce alle varie comitive i migliori percorsi per potere ammirare le bellezze naturali. Sulla stessa falsariga potrebbero anche nascere – magari nella zona di Baunei e Urzulei o nella vallata del Pardu – dei piccoli alberghi creati apposta per fare fronte alle esigenze dei free climbers o degli appassionati di escursioni. E allora, in Ogliastra sarebbe facile creare una sorta di percorso “delle città del vino”: Jerzu, Cardedu e Tortolì, dove hanno sede importanti cantine sociali. Ma si potrebbe coinvolgere anche l’agroalimentare con Urzulei, Talana e Villagrande Strisaili. E un percorso “dei sette mari”, con partenza da Santa Maria Navarrese, per poi toccare Lotzorai, Girasole,

Tortolì-Arbatax, Barisardo, Cardedu e Tertenia. E il discorso potrebbe essere allargato ai percorsi archeologici, a quelli sui versanti ogliastrini del Gennargentu (Arzana, Villagrande Strisaili, Gairo, Urzulei, Talana e Baunei) e anche al seguito del percorso seguito dal trenino verde.

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