Emozionante discesa dentro la grotta per i ragazzi disabili

Dorgali, una giornata speciale lungo i cunicoli di Sos Jocos L’iniziativa ideata dall’associazione speleologica “Mazzella”

DORGALI. Grotte senza barriere, potrebbe essere ribattezzata così la giornata che l’associazione speleologica “Vittorio Mazzella” di Dorgali ha dedicato (in collaborazione con l’associazione il “Rosmarino”) ai disabili della Speedy Sport. Una trentina di speleologi speciali con caschetto protettivo e faretto hanno provato l’indimenticabile esperienza di entrare nelle viscere della terra. Un’iniziativa che fino a qualche tempo fa sarebbe stata impensabile ma che, grazie all’esperienza e alla sensibilità dei ragazzi dell’associazione dorgalese, è diventata quasi un gioco. Anche per questo è stata scelta la grotta di “Sos jocos” ( i giochi). Ma c’è poco da giocare visto che è facilissimo perdersi nel dedalo di cunicoli. Un’escursione in grotta per i ragazzi disabili di Loculi, Irgoli, Galtelli, Orosei e Dorgali, entrati in due gruppi, in assoluta sicurezza. Le difficoltà, per chi non ha padronanza completa del corpo, iniziano già dall’ingresso quando ci si deve accovacciare per superare una sorta di cancelletto. «Mi piacerebbe sapere il nome del geometra che l’ha progettato, bisognerebbe dargli un premio» commenta Antonio di Galtelli mentre a fatica entra nel buco, provocando una risata generale. Questo per sottolineare il clima in cui si è svolta l’escursione. «Il percorso – è stato spiegato – è stato reso più facile da una corda alla quale dovete rimanere aggrapati e comunque ognuno avrà uno o due accompagnatori». La visita è proseguita tra una spiegazione e l’altra di addetti, speleologi e geologi lungo i meandri resi viscidi dall’umidità e dal fango. Particolarmente interessati i ragazzi, dalla presenza del geotritone, caratteristico delle grotte. Meno successo hanno riscontrato i pipistrelli che a decine occupano la grotta. «Per fortuna non ci sono – ha urlato una ragazza – sarei morta dalla paura». A nulla sono servite le spiegazioni sulla reale utilità del mammifero placentato. L’arrivo, mentre la grotta di Sos Jocos si sviluppa per diversi chilometri, è stato fissato nella “Sala dello scheletro” dove ci sono resti umani che non si è mai capito a chi appartengano: su una roccia calcarea si possono vedere le ossa del bacino, un

femore e parte della colonna vertebrale. Una presenza che non ha però impressionato i ragazzi. Fino a qualche anno fa c’era anche il teschio che poi è sparito. Alla fine, gli istruttori dell Asd Speleo Vittorio Mazzella hanno fatto provare ai ragazzi il brivido di un’arrampicata in cordata.

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