Bitti, il messaggio di speranza parte da piazzetta Pittalis

Presentato il dvd sull’alluvione del 18 novembre 2013 Il 100% del ricavato sarà devoluto alla Caritas Sardegna

BITTI. La magica atmosfera di piazzetta Pittalis, nel cuore di Bitti, e un pubblico numeroso e attento hanno fatto da cornice alla prima assoluta di “#18Undici, dal fango alla speranza”, il Dvd sul 18 novembre, realizzato dal comitato giornalisti per finanziare l’opera di ricostruzione nei paesi colpiti da Cleopatra. Non poteva essere altrimenti, essendo Bitti uno dei paesi più colpiti. Iniziativa indubbiamente encomiabile sia per lo scopo benefico – il 100% del ricavato sarà devoluto alla Caritas Sardegna – sia per la nutrita partecipazione dei tanti giornalisti e reporter che hanno vissuto, documentato e testimoniato, con il loro preziosissimo lavoro, i tremendi, indelebili momenti di quel 18 novembre. Si sa, un’immagine vale più di mille parole. Ma alla prima del docufilm – la seconda si è tenuta ieri a Oristano – per l’occasione sono stati chiamati, non a caso, i responsabili delle redazioni nuoresi dei due principali testate sarde: Pier Luigi Piredda de La Nuova Sardegna e Tonio Pillonca de L’Unione Sarda. Con loro, il reporter de La Stampa, Nicola Pinna – che ha coordinato la serata – e il giornalista Rai Paolo Mastino, che ha aperto l'appuntamento con una diretta del TgR Sardegna. Presenti i primi cittadini Giuseppe Ciccolini di Bitti, Clara Michelangeli di Onanì, Antonella Dalu di Torpè, Michele Deserra di Orune, Graziano Spanu di Lodè e Roberto Tola di Posada.

«Ho vissuto con le lacrime agli occhi la vostra sofferenza – ha commentato in apertura Tonio Pillonca – Oggi mi accorgo di ricordare molto di quei frangenti. Inizialmente le notizie che giungevano in redazione si accavallavano e nessuno sapeva dirci con esattezza cosa stava avvenendo. Quando ho visto le foto della galleria di Corre’e Boi e le prime vittime ho capito che si stava consumando una grande tragedia per la nostra terra».

«Sono arrivato nella redazione di Nuoro proprio la mattina del 18 novembre – ha ricordato Pier Luigi Piredda – dopo un viaggio in cui, in lontananza, vedevo strane nuvole, ammucchiate, ferme, che non facevano presagire nulla di buono. Per me è stata una prova incredibile, durissima. Testimoniare, documentare per poi, in futuro, ricordare quello che è avvenuto è il nostro lavoro. E quelle che oggi rivediamo nel documentario non sono semplici voragini, ma indelebili ferite nella memoria di tutti noi. Ma il lavoro del giornalista – ha aggiunto Piredda – è fondamentale anche per il dopo; per capire se è stato fatto tutto il necessario per risanare il territorio». Aspetto quest’ultimo, sul quale i sindaci di Bitti, Torpè e Onanì hanno improntato i loro interventi. «È stata, lo è ancora, un'emergenza più grande di noi – ha dichiarato il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini – ma ora la comunità attende risposte. I lavori più urgenti, via Cavallotti, piazza Asproni e via Brescia sono in procinto di partire. Con due soli geometri e un ingegnere non potevamo fare di più. Auspicavamo come amministratori, più attenzione alla richiesta di aiuto tecnico, che purtroppo – ha aggiunto – non è arrivato». Antonella Dalu, sindaco di Torpè, ha lodato l'encomiabile iniziativa. «Mi dà la possibilità di rimarcare ancora una volta la non equa distribuzione delle risorse tra i comuni colpiti – ha detto – e il perdurare dello stallo della bonifica e messa in sicurezza degli argini; a causa di ciò 34 famiglie di Torpè sono tuttora sfollate».

Sullo stesso tono Clara Michelangeli, primo cittadino di Onanì, dove «l'allaccio idrico è ancora provvisorio, completamente inadeguato alle

esigenze del paese. Per non parlare – ha aggiunto Michelangeli – della viabilità. Ancora oggi raggiungere Onanì con i mezzi di trasporto è un'impresa». La proiezione è stata preceduta da un video messaggio di solidarietà di Barbara Serra, di origini sarde e anchorman della tv araba Al Jazeera.

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