Gli scritti inediti del prete-poeta

Orotelli, a 71 anni dalla morte di don Salvatore Merche la famiglia dona alcuni manoscritti al Comune

OROTELLI. Due quaderni contenenti 260 ottave in lingua sarda e un volume in italiano che raccontano la storia della Sardegna dai nuraghi al Medio Evo. Tutto inedito e manoscritto con la cura e la diligenza dello storico e del poeta di razza. A 71 anni della morte, non finisce di stupire i ricercatori e gli appassionati degli angoli nascosti della storia e della storiografia sarda, don Salvatore Merche, prete, ricercatore, poeta e scrittore, nato a Orotelli l’8 gennaio 1873 e morto a Nuoro il 22 aprile 1943, storico parroco di Oniferi dal 1914 al 1943. La scoperta è stata fatta grazie alla donazione dei manoscritti fatta dagli eredi del sacerdote all’amministrazione comunale di Orotelli che ora sta mettendo a punto un progetto storico-culturale per valorizzare la figura e l’opera di “pride Merche”. Un percorso che prende il via domani, con una riunione della giunta comunale, presieduta dal sindaco Nannino Marteddu, per mettere a punto un progetto che, entro la fine dell’anno, porterà a un convegno di studi per conoscere a approfondire l’opera del prete erudita. Per dare corpo all’iniziativa, il Comune ha ricevuto dalla Regione un finanziamento di mille e 500 euro nell’ambito della legge che valorizza la lingua sarda. L’iniziativa coinvolge anche S’Ufitziu de sa limba sarda che a Orotelli è diretto da Angelo Canu. «L’idea – dice il responsabile dello sportello linguistico – è nata dalla donazione fatta al Comune dagli eredi di don Merche. All’interno dei quaderni sono contenute 260 ottave in rima che raccontano la storia della Sardegna fino al Medio Evo. Un lavoro enorme che l’amministrazione comunale vuole valorizzare con una giornata di studi e la digitalizzazione informatica degli scritti originali». Il sindaco, è entusiasta per il progetto che, dopo Salvatore Cambosu, pone all’attenzione degli studiosi un’altra importante figura intellettuale di Orotelli. «Voglio ringraziare tutti gli eredi di don Merche – dice il primo cittadino – per la grande sensibilità dimostrata verso il Comune». Un sacerdote di campagna, pride Merche, buon parroco, poeta e scrittore raffinato di storia locale. Scrisse centinaia di poesie, monografie locali e due romanzi: «Verso la verità,

storia di un’anima» e «I figli della Salvatica», un romanzo ambientato nel 1915-18 nel paese di Veraneddu, allegoria di Orotelli e Oniferi. Primo di undici figli, fu ordinato sacerdote nel 1899. Fu parroco a Bortigali, Dualchi, Orotelli, Bolotana e, per 30 anni, a Oniferi, dove è sepolto.

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