Protesta dei migranti a Nuoro: «A Tonara trattati come bestie»

È un coro unanime di protesta quello delle 27 persone ospitate in un agriturismo e da questa mattina in presidio davanti alla questura

NUORO. «Siamo trattati come animali». È un coro unanime di protesta quello dei 27 migranti ospitati in un agriturismo di Tonara e da questa mattina in presidio davanti alla questura di Nuoro. In sette di loro hanno già acquisito lo status di rifugiati politici, gli altri hanno avviato le procedure che sono in corso di perfezionamento. Vengono dal nord Africa e dall'Asia e in un italiano stentato dicono di non poterne più del cibo, degli orari, delle condizioni di «restrizione fisica» in cui vivono nell'agriturismo Mont'e Susu, a qualche chilometro da Tonara. «Si lamentano rispetto alla logistica, all'accoglienza e tante altre cose - spiega il vice questore Fabrizio Mustaro che ha parlato con gli immigrati in tarda mattinata - Abbiamo raccolto le segnalazioni e faremo ulteriori verifiche poi, visto che la Questura non gestisce gli aspetti legati all'ospitalità, gireremo tutto alle autorità competenti». Aspetti di cui si occupa infatti la Prefettura di Nuoro. «Abbiamo già fatto tutti i controlli del caso - sottolinea il vice prefetto vicario Pietro Pintori - Abbiamo parlato col gestore dell'agriturismo e verificato noi stessi le condizioni. Hanno tutto come dal loro status di

rifugiati: pasti caldi, letti puliti, telefonino, abbonamenti personali e Skype. Questa è una protesta che ci stupisce, anche perchè la metà di loro è a Tonara da febbraio e nessuno si era mai lamentato prima d'ora. Il sospetto è che sotto ci siano altri motivi, il caso quindi va approfondito».

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