Lodè-Loddue-Torpè «Strada dimenticata dalla Provincia»

Partono i lavori sul versante opposto, verso Mamone Ma il sindaco chiede più attenzione su tutta la viabilità

Da una parte gli operai al lavoro, da venerdì scorso, per ripristinare la viabilità della strada tra Lodè e Mamone. Dall’altra, sul versante opposto, sulla strada tra Lodè e Torpè, passando per Loddue, «tutto tace, la Provincia assente, che non mi risponde», picchia forte il sindaco Graziano Spanu. Senza peli sulla lingua, anche stavolta. Entusiasta, da un lato, finalmente; furibondo dall’altro. Perché se è vero che dopo quasi un anno di attese e solleciti ripetuti, la provinciale 50 che porta a Mamone e verso il Sassarese «sarà rimessa a posto nel giro di quattro mesi» («così assicura la ditta Blu bonifica srl di Grosseto che ha preso in appalto dei lavori per circa 2milioni e 800mila euro»), è altrettanto vero che «mi preoccupano, e mi preoccupano parecchio, le condizioni della strada di Loddue, rifatta con un ribasso mastodontico» sottolinea il primo cittadino di Lodè. «Mi sono attivato in tutte le maniere, e non certo da adesso» spiega Spanu. Lui che, lontano dai clamori e dai palazzi dei bottoni, ha dovuto fare i conti con i danni lasciati dall’alluvione dell’anno scorso. Da una parte la provinciale Lodè-Mamone, unica via per raggiungere l’università e l’ospedale di Sassari come pure l’ospedale di Ozieri. Una strada interrotta in diversi punti, all’altezza del ponte di Gallè e in almeno altri tre punti alquanto critici. «Ora, finalmente, sono partiti i lavori» ribadisce il sindaco, che ringrazia «l’amministrazione penitenziaria di Mamone, il dottor Gianfranco Pala, per aver permesso agli operai l’utilizzo di aree del carcere per il deposito di mezzi e materiali».

«Finalmente finisce il calvario, un calvario» sospira Graziano Spanu. Non ha neppure il tempo di girarsi, tuttavia, per scoprire l’altro nervo ferito: «Costantino Tidu neanche mi risponde più». Una mazzata all’indirizzo del presidente della Provincia, colpevole – secondo il sindaco di Lodè – di non interessarsi alla periferia dell’impero. «Ok, capisco che le Province sono destinate a chiudere, che hanno perso tutti i poteri, che il loro ruolo è agli sgoccioli... ma non si può lasciare una comunità senza risposte. La viabilità è fondamentale. Se ci chiudono la strada di Loddue, dove andremo a finire? Possibile che la Provincia continui a fare orecchi da mercante?». Pane al pane, vino al vino: il sindaco di Lodè non le manda a dire. Puntualizza ancora una volta che lui non ha alcuna poltrona politica

da difendere, che l’unico suo pensiero sono i cittadini e ai cittadini deve spiegazioni. Ma pretende spiegazioni a sua volta, dalla Regione, come è successo quando la Regione non rispondeva agli appelli di Lodè (poi, per fortuna, raccolti), dalla Provincia, ora che la Provincia non risponde.

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