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La minoranza ricorre al Consiglio di Stato

LOCERI. Non c’è ancora la parola fine sulla querelle tra il primo cittadino di Loceri, Ivo Deiana, e alcuni esponenti della minoranza, all'indomani della sentenza emessa dal tribunale amministrativo...

LOCERI. Non c’è ancora la parola fine sulla querelle tra il primo cittadino di Loceri, Ivo Deiana, e alcuni esponenti della minoranza, all'indomani della sentenza emessa dal tribunale amministrativo regionale che dichiara inammissibile il ricorso presentato dai tre consiglieri di opposizione, Gianclaudio Serra, Danilo Vacca e Antonio Incollu, in merito alla surroga di Sandro Loi, avvenuta nel maggio dello scorso anno. Al suo posto, Italo Cucca, primo dei non eletti nella stessa lista. Oggi i tre ricorrenti insistono non solo sulla legittimità di quanto hanno fatto, ma ne sottolineano con orgoglio l’importanza: «Abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità – si legge in una nota – a nostre spese e non a carico del Comune, come ha fatto il sindaco, per difendere le nostre legittime prerogative di consiglieri e soprattutto il legittimo diritto dei cittadini elettori di essere rappresentati da persone scelte da loro, non per subire passivamente un’amministrazione che si tiene in piedi grazie al solo voto del surrogato della lista avversaria, il consigliere Italo Cucca, entrato in minoranza e passato subito in maggioranza con la nomina di assessore». E se il verdetto emesso dalla camera di consiglio del Tar poco spazio lascia alle interpretazioni, la voce degli esponenti di minoranza si fa forte: «Da un primo esame delle motivazioni della sentenza – prosegue il comunicato – si evince come non siano stati presi in esame profili di diritto, tutt’altro che trascurabili, relativi al normale svolgimento del mandato elettorale dei consiglieri comunali. L’organo consiliare che ha provveduto alla nomina di Italo Cucca non era regolare in quanto irritualmente costituito

e questo a prescindere dal fatto che il Consiglio avrebbe comunque deliberato la surroga. È stato leso un diritto dei consiglieri. Trattandosi di sentenza non ancora passata in giudicato, ci si riserva di ricorrere al Consiglio di Stato per un approfondimento delle questioni di merito».

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