Le castagne regine delle cortes di Aritzo

Migliaia di visitatori sono attesi al nuovo appuntamento dell’Autunno in Barbagia che celebra le produzioni locali

ARITZO. Quarantaquattro anni e non dimostrarli. Con un fascino tutto suo, fatto di migliaia di persone, centinaia di bancarelle e stand espositivi. E soprattutto di tonnellate di castagne e produzioni locali. Per i puristi è la sagra bazar. Per la gente comune, che dell’etichetta si disinteressa assai, è l'appuntamento per eccellenza in un centro accogliente e ospitale come Aritzo, che nel fine settimana si trasforma in un evento di massa di infinite proporzioni. Dopo il successo delle sagre di Tonara e Belvì, il percorso delle sagre paesane fa tappa ad Aritzo dove oggi e domani, il paese si tingerà a festa per la sagra del bosco. Organizzata da Comune, Pro loco e associazioni cittadine, la sagra delle castagne rappresenta uno dei momenti più interessanti del circuito di Autunno in Barbagia. Immensa la mobilitazione nel centro barbaricino, dove ci si prepara ad accogliere la fiumana di turisti. L’offerta è varia. Si va dai prodotti del comparto agroalimentare, come sa carapigna, i dolci tipici e l’artigianato aritzese. Senza parlare poi della vasta gamma di torroni, nocciolati, frutto della maestria degli artigiani locali. Il torronificio Maxia, questa sarà la prima sagra senza il compianto capostipite Michele, recentemente scomparso e il Pranteddu-Caocci, si preparano con il meglio dei loro prodotti. Non manca la cultura: l’apertura del museo, del centro storico, del castello Arangino, delle carceri, la famigerata Bovida, consentiranno al turista di immergersi nella tradizione locale. Non possono mancare le visite ai mosaici di Ottavio Pranteddu, che di recente si è dilettato anche nella coltelleria, alla mostra di pittura del maestro di Aritzo, Antonio Mura e del museo della montagna, che custodisce le maschere tradizionali del paese. Non si può non visitare su Tzilleri de su Poeta, l’antica vineria nel cuore del centro storico, dove l’oste Toto Mereu attende i turisti con un piatto di prodotti tipici e bicchieri dei migliori vini del territorio. Il tutto nell’ambiente dei vecchi ambulanti, tra foto antiche e mura che raccontano storie di viaggi e poesia. Tra gli stand anche i prodotti del territorio: perché la sagra è momento di aggregazione e promozione locale. «Una scelta fatta da sempre – spiega l’assessore Giovanni Antonio Goddi –

perché solo ragionando in ottica di territorio possiamo aspirare alla crescita culturale ed economica». I festeggiamenti saranno chiusi la domenica sera dal sindaco Augusto Pili che ha sottolineato «l’importanza della partecipazione popolare alla sagra, pezzo di storia ed economia del paese».

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