Castagne e torrone, così Aritzo conquista migliaia di visitatori

Una grande folla ha invaso ieri il paese montano Successo della carapigna, il tradizionale sorbetto aritzese

ARITZO. Invasione doveva essere e invasione è stata. La 44ª edizione della Sagra delle castagne ha rinnovato il suo tradizionale successo, grazie alla consueta folla. Ampia soddisfazione in Comune, che assieme a Pro loco (presieduta da Libero Loi) e associazioni cittadine, ha organizzato la manifestazione. Il flusso turistico è arrivato da presto. Già alle nove, tutti i parcheggi in paese erano occupati. I volontari hanno avuto il loro bel da fare per sistemare il centinaio di pullman giunti dal Cagliaritano e dall’Oristanese, col consueto seguito di automobili. Per cinque sei chilometri dall’abitato era impossibile trovare un parcheggio. Questo per la gioia dei commercianti: castagne, nocciole,noci e dolci sono andati a ruba. Nonostante la crisi, nessuno si sottrae al rito. Magari si compra un po’ meno, ma acquistando tutti alla fine della giornata i produttori e gli ambulanti portano a casa un buon guadagno. Una manna in questo periodo di crisi, che sta mettendo a dura prova le famiglie del mondo del commercio.

I turisti si sono soffermati ovunque: dai monumenti alle mostre, ogni momento era buono per poter vedere qualcosa e fermarsi per le attrattive. Come ad esempio la fabbricazione della carapigna, del torrone e dell’artigianato.

«Per noi – dice Chicco Floris – della società Carapigna, non è un semplice lavoro. Si tratta di tenere una tradizione che arriva da qualche secolo di storia. Offriamo un prodotto tipico, il sorbetto aritzese, ma allo stesso tempo raccontiamo tempi che non torneranno più. E la carapigna è l’unica testimonianza concreta esistente».

Soddisfattissimo l’assessore al turismo Salvatore Daga per il quale «’arrivo di questa enorme quantità di folla ha ancora una volta premiato l’attrattiva che esercita la sagra sui villeggianti della montagna. Segno che questi territori hanno ancora molto da offrire e che la gente ormai è fidelizzata. Dal nostro piccolo, noi offriamo quello che possiamo, senza particolari aiuti nè lauti finanziamenti. Un’offerta che dopo quasi mezzo secolo continua a essere apprezzata e questo non può che riempirci di orgoglio».

A fianco dei produttori aritzesi, c’è in mostra il meglio del territorio. Dopo un pezzo di torrone di Aritzo, il turista può acquistare i salumi o i formaggi di Desulo con facilità. Se poi vuole divertirsi, lo spettacolo folk offerto dal concerto diretto da Giuliano Marongiu lo accontenta: dalle melodie sarde, alle micidiali gag di Benito Urgu il campionario è vastissimo.

«Il discorso dell’economia di territorio – conclude l’assessore Giovanni Antonio Goddi – va approfondito per tutto l’anno. Non ci si può accontentare

di queste singole occasioni. Le sagre di Aritzo, come quelle appena svolte a Belvì e Tonara, e quella della prossima settimana a Desulo sono il biglietto di ingresso per la nostra zona. Dobbiamo riflettere assieme su come convogliare i turisti anche nelle altre stagioni e in altre ricorrenze».

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