Nuoro

Eredita una canna di fucile e finisce a processo

Alessandro Podda: "I documenti dell'arma dispersi durante un'alluvione"

NUORO. Quattro anni fa è finito nei guai con la giustizia per una canna di fucile. Sì, proprio per un pezzo di un’arma che aveva ereditato dal padre e che nessuno ma proprio nessuno in tanti anni di controlli gli aveva mai contestato. Eppure alla fine è successo. Sarà stata una cattiva stella, saranno state le norme sempre più dure in materia di armi, certo è che quattro anni fa, il nuorese Alessandro Podda subisce un controllo da parte dei carabinieri e da lì cominciano tutti i suoi guai. «Il 6 febbraio del 2010 – racconta ieri il maresciallo Giovanni Chiesa, della compagnia di Siniscola – eravamo nelle campagne di Budoni e abbiamo fatto una perquisizione a carico di Podda Alessandro. In casa c’erano fucili, tutti denunciati, eccetto una canna di fucile calibro 12».

«Quel fucile e quella canna – ha spiegato l’imputato che si è sottoposto all’esame delle parti – li ho ereditati da mio padre. Si tratta di un’arma che ha più di 50 anni, mio padre l’aveva comprata nell’armeria Lai di Nuoro, al corso, che ha chiuso da tanti anni. Non ho mai avuto problemi, per quell’arma, eppure mi hanno fermato tante volte. Quando i carabinieri me ne hanno chiesto conto, sono andato in questura a chiedere se avevano i documenti relativi al fucile e la questura mi ha detto che i documenti erano stati dispersi durante un’alluvione che si era abbattuto sulla città e che aveva danneggiato la vecchia questura.

Mio padre, poi, mi aveva detto che la canna l’aveva acquistata «regolarmente e non gli avevano rilasciato nulla. Le stesse cose me le ha confermate anche un armiere».

Nella prossima udienza, gennaio, verrà sentito il padre dell’imputato. Podda è difeso dall’avvocato Marco Congiu.

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