Torpè, i sindaci contro il patto di stabilità

Due giorni di riflessione a distanza di una anno dall’alluvione quelli che si sono vissuti a Torpè e Posada con le comunità colpite da Cleopatra che si sono ritrovate per inaugurare l’anfiteatro e...

Due giorni di riflessione a distanza di una anno dall’alluvione quelli che si sono vissuti a Torpè e Posada con le comunità colpite da Cleopatra che si sono ritrovate per inaugurare l’anfiteatro e parlare di dissesto idrogeologico. Ad emergere nei dibattiti il fatto che spesso i soldi da spendere per rimettere in sicurezza il territorio sono nelle casse dei comuni ma non possono essere spesi per il patto di Stabilità. Un provvedimento cassato da tutti gli intervenuti. «Una legge assurda soprattutto nelle zone a rischio», ha detto Gianfranco Ganau che ha trovato concordi i sindaci di Bitti, Posada, Lodè e Onani. «È stato impedito ai sindaci di pianificare il proprio territorio», ha ribadito Renzo Soro responsabile della protezione civile mentre Lucio Carta presidente del consiglio provinciale ha detto che i politici devono finirla di prendere in giro la gente con “false promesse”. Il viceprefetto Pietro Pintori ha rimarcato l’immediato

intervento dell’Anas che si è attivato per rimettere a posto la circolazione in tutta la provincia ma «chi ha costruito a ridosso degli argini ha le sue colpe». Concetto fatto proprio anche dal sindaco di Posada Roberto Tola. Che ha aggiunto: «Basta con i condoni edilizi» . (s.s.)

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