POLIZIA

Maxi piantagione di cannabis: 3 arresti

NUORO. Coltivavano con cura una maxi piantagione di canapa indiana nelle campagne di Bitti: oltre mille piante fino a due metri di altezza, per un valore di 200mila euro, innaffiate con un...

NUORO. Coltivavano con cura una maxi piantagione di canapa indiana nelle campagne di Bitti: oltre mille piante fino a due metri di altezza, per un valore di 200mila euro, innaffiate con un efficientissimo impianto di irrigazione. Dopo l’arresto in flagranza, il 20 agosto 2013 di Fabrizio Demontis, pregiudicato di Escalaplano, trovato dalla polizia a sorvegliare la piantagione, altre tre persone sono state arrestate perché ritenute responsabili di aver coltivato, insieme a lui, le piante di cannabis, in località Epilora. Ieri la polizia ha eseguito tre provvedimenti emessi dal gip di Nuoro, Mauro Pusceddu: un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Massimiliano Marongiu, 36 anni, di Goni (Cagliari), e l’obbligo di dimora per Diego Calvisi, 50 anni di Bitti e Angelo Bellu, 24 anni di Buddusò, tutti già noti alle forze dell’ordine. Indagati anche altri tre pregiudicati di Buddusò. La maxi piantagione era stata scoperta dalla sezione antidroga della squadra mobile di Nuoro nell’ambito di un’indagine iniziata nel 2011 che aveva fatto luce su un vasto traffico e spaccio di droga tra Nuoro e vari centri dell’isola e della penisola, con contatti anche in Corsica e Albania, che si è conclusa il 6 marzo scorso, con l’arresto di tredici persone. Nel corso di quell’indagine, la polizia aveva scovato tra le campagne bittesi centinaia di preziose piante di cannabis, scrupolosamente curate da Fabrizio Demontis. Sorpreso dagli agenti in flagranza, mentre sorvegliava la coltivazione, estesa circa tre ettari. In quella occasione furono sequestrati anche un fucile clandestino calibro 22 con 60 cartucce, una pistola modificata, alcuni passamontagna, guanti in lattice e un binocolo. Le indagini della polizia sono poi proseguite. Fino al nuovo provvedimento del gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Marongiu e due obblighi di dimora per Calvisi e Bellu, ritenuti dagli investigatori – le indagini sono state coordinate dai pm Andrea Schirra e Luca Forteleoni – responsabili di aver coltivato, anche loro, la piantagione. Fra i tre indagati di Buddusò c’è Antonello Bellu, uno dei big dell’operazione “Orione”, quella che a marzo ha fatto scattare le manette a tredici persone. Le indagini della sezione antidroga della squadra mobile nuorese avevano sgominato una banda dedita al traffico e allo spaccio di fiumi di droga. Intercettazioni, appostamenti, pedinamenti, riprese video, avevano fatto emergere un imponente e ben organizzato mercato di cocaina,

hascisc, marijuana ed eroina, traffico e spaccio che si svolgeva fra Nuoro, Alghero, Olbia, Ovodda, Onanì, Onifai, Orotelli, Orgosolo, Sarule, Sassari, Oristano, Dorgali, Forlì, Cesena e Rimini. Droga che, oltre alla marijuana coltivata nell’isola, arrivava anche dalla Corsica e dall’Albania.

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