Torpè, campagne e bestiame senz’acqua in tutta la Baronia

Il Consorzio aveva già emanato restrizioni in tutta l’area La decisione ha lasciato sconcertati gli agricoltori

Sin da quando nei primi anni Sessanta il rio Posada è stato state imbrigliato dalla diga di Maccheronis, è la prima volta che in questo periodo dell’anno, i rubinetti di case di campagna e delle tante aziende agricole sono chiusi perché nell’invaso, c’è a malapena l’acqua per scopi idropotabili. Il Consorzio di Bonifica che aveva già emanato severe restrizioni per quanto riguarda gli usi agricoli vietando d’irrigare prati e orti, l’altro ieri ha chiuso i rubinetti lasciando a secco tutta la zona che va dalla piana di Berchida a San Teodoro. Una decisione che ha lasciato sconcertati gli allevatori soprattutto quelli che hanno grosse quantità di bestiame e che da un giorno all’altro, si sono visti impossibilitati a dar da bere a greggi e armenti. «Nessuno ci ha avvisato per tempo che il Consorzio avrebbe chiuso le condotte – dice un allevatore di Posada – Non ci è stato dato il tempo di fare scorte d’acqua ed ora ci troviamo in grossa difficoltà perché senz’acqua, non possiamo far fronte alle esigenze aziendali, non solo approvvigionare il bestiame, ma anche lavare mungitrici e contenitori per il latte». Una situazione incresciosa che mette in ginocchio un settore già pesantemente provato dalla crisi e che deve ora far fronte all’emergenza siccità. «Bastava una comunicazione anche attraverso la stampa per darci il modo di organizzarci – dice un altro allevatore – o perlomeno si poteva aprire l’acqua per almeno un giorno la settimana». Una proposta questa che non è però attuabile dal punto di vista organizzativo perché l’aumento della pressione potrebbe recare grossi danni alle condotte fanno sapere dal consorzio, ecco quindi che giunge una richiesta per l’istallazione di appositi idranti con tutti i sindaci della costa che fanno fronte comune. I primi cittadini di Posada, Torpè, Budoni, San Teodoro e Siniscola, hanno inviato una nota al Consorzio di Bonifica, distretto idrografico della Regione. Enas e alla direzione generale dei lavori pubblici. Chiedono al consorzio che

nel territorio, vengano individuati dei punti di prelievo per le aziende operatrici nel territorio. Gli idranti potrebbero essere sistemati vicino ai potabilizzatori comunali con i Comuni, che garantiranno il presidio e il controllo tramite la polizia municipale e le compagnie barracellari.

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