Zone agricole in attesa della riforma

Urbanistica, esperti a confronto con due assessori regionali al convegno “Paesaggi sostenibili per il nuovo millennio”

NUORO. «È necessaria una crescita di qualità nella valorizzazione del paesaggio e nella tutela dell’ambiente». Paolo Callioni, di Anab, Associazione nazionale architettura bioecologica, è stato chiaro. «È necessaria anche per superare una visione “industriale” che riesce a immaginare un mondo in cui o si distrugge il territorio o si nega ogni intervento; dobbiamo invece andare nella direzione “postindustriale” del miglioramento della qualità ambientale dei progetti, valorizzando i paesaggi agrari abbandonati, usando materiali da costruzione ecologici, naturali e locali (lana, sughero, paglia, calce, canapulo ecc.), trasformando le nostre città grigie e inquinate in spazi verdi e a misura d’uomo».

Parole pronunciate nel secondo convegno del ciclo di seminari “Paesaggi sostenibili per il nuovo millennio”, organizzato nell’auditorium del Museo etnografico dalla Federazione regionale dottori agronomi e forestali e dal Consiglio nazionale dottori agronomi e forestali in collaborazione con Anab, Istituto nazionale di urbanistica sezione Sardegna e le università di Sassari e Nuoro. Un convegno che ha riunito oltre duecento e che ha sottolineato la necessità di una revisione delle norme urbanistiche per le zone agricole (che in passato hanno favorito la nascita di nuclei di edificato diffuso e spesso limitano in modo ingiustificato le reali esigenze delle aziende agricole), il ruolo di tutela “attiva” nei confronti del paesaggio e del reticolo idrogeologico fornito dalle attività agricole e pastorali (anche di piccole dimensioni), le opportunità di una gestione sostenibile del territorio rurale e urbano.

Aperto dal sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi e dal presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Nuoro Marcello Caredda, il convegno ha visto la presenza di due assessori regionali, Donatella Spano, assessore alla Difesa dell’Ambiente, che ha sostenuto il valore della tutela del paesaggio agrario, e di Cristiano Erriu, assessore all’Urbanistica, che ha presentato una articolata relazione sul progetto di riforma della legge urbanistica regionale e del Ppr.

Erriu, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di un uso sostenibile del territorio, improntato ad uno sviluppo armonico (più che ad una crescita indiscriminata), ha indicato anche la necessità di una semplificazione amministrativa, che la Regione potrebbe attuare anche attraverso la convergenza delle procedure autorizzative urbanistiche, paesaggistiche e ambientali regionali.

Ha inoltre riferito del progetto di un osservatorio regionale sul paesaggio e ha concluso confermando l’importanza del confronto con le professioni tecniche.

Il dibattito è stato arricchito da molti contributi qualificati, quali quello di Angelo Aru, professore di geopedologia e decano degli agronomi della Sardegna, che ha messo in risalto l’importanza della tutela dei suoli nella valorizzazione del paesaggio, quello di Giuseppe Pulina, preside della Facoltà di Agraria e commissario dell’Ente foreste, che ha evidenziato il grande significato economico e culturale del paesaggio zootecnico della Sardegna, o quello di Corrado Fenu, consigliere sardo del Consiglio nazionale dottori agronomi e forestali (Conaf), che ha evidenziato le criticità del consumo e dell’impermeabilizzazione dei suoli urbani e informato che il Conaf e l’organizzazione  mondiale degli ingegneri agronomi saranno presenti con uno stand all’Expo 2015.

All’appuntamento nel Museo etnografico di via Mereu sono interventi anche Giuseppe Delogu (Corpo forestale), Ignazio Camarda (università di Sassari), Antonio Tramontin (università di Cagliari), Gianni Campus, Sandro Dettori (università di Sassari),

Alessandra Casu (Inu), Raimondo Azara, Francesco Nuvoli (università di Sassari), Aldo Manunta (Coldiretti), Isabella Ligia (Ordine ingegneri Cagliari). A trarre le conclusioni del convegno, infine, è stato Ettore Crobu, presidente della Federazione regionale dottori agronomi e forestali.

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