Scuole, nuovi pericoli per l’ultima delibera: sindaci in allarme

Macomer, i primi cittadini sono contrari a ulteriori tagli La Provincia ha recepito in pieno la richiesta di aiuto

MACOMER. Se nel dare attuazione al piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell’offerta formativa la Regione dovesse seguire le linee guida approvate con una recente delibera della giunta, le scuole del Marghine potrebbero subire una nuova e pesate sforbiciata che a partire dall’anno 2015-2016 cancellerebbe il servizio in altri tre Comuni della zona. I sindaci del Marghine nel mese di novembre hanno chiesto di non modificare gli assetti e di non procedere con altri tagli in un territorio che ha già dato abbondantemente negli anni scorsi in termini di razionalizzazione dei servizi, soppressioni di autonomie e accorpamenti di scuole. Richiesta recepita dalla Provincia, che nella conferenza sugli assetti scolastici tenuta a fine anno ha fatto proprie le istanze dei Comuni del Marghine. I sindaci della zona hanno anche chiesto che per le scuole superiori a Macomer si attivi il polo tecnico-professionale, che unitamente all’Its alzerebbe il livello dell’offerta formativa.

A preoccupare è però il deserto scolastico che si va espandendo nel Marghine con la chiusura delle scuole con pochi alunni. Sono a rischio le scuole elementari a Lei e le scuole elementari e medie a Bortigali e Sindia. In altri tre Comuni, Birori, Dualchi e Noragugume, rimangono quelli che nel gergo burocratico del ministero dell’Istruzione sono chiamati «punti di erogazione scolastica», che si riducono a una sezione di scuola materna. I bambini di Birori, compresi quelli di prima elementare, che hanno sei anni, sono pendolari e frequentano a Macomer. Quelli di Dualchi e Noragugume viaggiano tutti i giorni a Borore. «Abbiamo recepito le richieste del territorio – dice l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Tore Cossu, – e inviato le richieste all’assessorato regionale, che ancora non ha deciso. Martedì la giunta ha approvato le linee guida del dimensionamento. La decisione compete alla Regione, che penso si pronuncerà a breve». I sindaci non ci stanno a subire un’altra stagione di tagli. «Il Marghine ha già dato abbondantemente negli anni scorsi – dice Tore Ghisu, presidente dell’Unione dei comuni e sindaco di Borore, – con la soppressione delle province e i nuovi ambiti che ne deriveranno è meglio non creare sconvolgimenti. Noi puntiamo a mantenere i livelli attuali, ma anche al Polo tecnico-professionale che qualificherà l’offerta formativa del nostro territorio». Uno degli elementi di preoccupazione che emerge dalle linee guida della Regione riguarda l’obiettivo di accorpare tutti i “punti di erogazione” sottodimensionati

formati da pluriclassi con l’obiettivo di eliminarle. Si opera con le pluriclassi a Sindia, Bortigali e Lei. «Tale percorso di razionalizzazione – si legge nella delibera – dovrà riguardare sin da subito i PES maggiormente sottodimensionati avviando un percorso di chiusura delle pluriclassi».

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