Atlantide o Sardegna? Tutte le tesi di Merici

Ad Austis l’incontro con l’avvocato di Lunamatrona affascinato dal mito del continente misterioso

AUSTIS. Ci fu una civiltà sconosciuta, un popolo che si diede delle regole e colonizzò altre zone della Sardegna. Una civiltà di cui si sa poco, sulla quale sono stati scritti fiumi di inchiostro, in un continuo dibattito culturale che affascina gli appassionati del settore. Un avvocato di Lunamatrona, Ignazio Merici, rimane affascinato dal mito del continente inabissato. O così vorrebbe la storiografia ufficiale. E per lui, civilista di lungo corso, inizia una febbrile ricostruzione degli eventi storici, analizzando due millenni di eventi. Appassionato di storia antica, si diverte a scrivere libri, lavora per un grande obiettivo, riscoprire Atlantide e inserirla nel secondo millennio avanti Cristo. E le sue opere, con le sue tesi innovative sono state presentate sabato sera ad Austis, in un incontro dibattito al quale hanno presenziato una cinquantina di persone. Luogo mitico Austis, con le sue storie legate alle sue rocce profilate dal tempo, come su Nou Orruendeche e sa Crabarissa, che si portano con se le suggestioni di un popolo antico. Come quello sardo, le cui radici, secondo le tesi di Merici affonda le sue radici proprio verso Atlantide. L’incontro, organizzato da Umberto Floris e alcuni altri appassionati, ha portato in paese anche altre persone da Nuoro, Tiana, Ollolai ed Ovodda. Ricercatori, appassionati e semplici curiosi che cercano delle risposte. «La ricerca – ha spiegato Merici – parte proprio dalle origini del mito di Atlantide, un mito sorto 2600 anni or sono. Una civiltà illuminata che diede origine ad una nuova figura di divinità, che altro non erano che degli uomini. Niente di ultraterreno, ma solo soggetti che si elevano rispetto agli altri che iniziano a mistificarli». Miti che poi ritroviamo qui in Sardegna, dove secondo Merici, «le divinità vennero celebrate come esseri umani superiori, a cui venivano dedicati imponenti monumenti funerari. Le “tombe degli eroi”, erano dei mausolei per ogni guerra vinta». Merici ripercorre le gesta degli atlantidi, che crearono la cultura greca, si insediarono in Toscana; apparivano e scomparivano nei vari periodi della storia lasciando sempre una imponente traccia della loro cultura civica. Come ad esempio la giurisdizione. «Gli atlantidi crearono le basi della cultura classica – ha aggiunto Merici – imposero su tutti i popoli dominati il loro sistema del tribunale, il giudizio di un arbitro imparziale dirimeva le controversie e giudicava le accuse di crimini. L'istituto utilizzava la regola della reciprocità, uno dei tanti meriti attribuiti a Zeus Olimpio, considerato padre degli dei e degli uomini, l’unico uomo ad ottenere la divinizzazione

quando era ancora in vita». Di qui poi le dissertazioni sulla presenza degli atlantidi in Sardegna, evidenziate nel suo libro “Atlantide nella terra dei beati, l’epopea di Sardò”. Merici ne individua la presenza sotto i profili della toponomastica e delle basi linguistiche della lingua sarda.

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