Ora i vincoli del Sic non spaventano più pastori e agricoltori

Presentato il piano di gestione per l’altopiano di Campeda Un’area di 4.634 ettari tra Bortigali, Macomer e Sindia

MACOMER. I primi vagiti avevano terrorizzato i proprietari dei terreni. Poi è stato spiegato che il Sic non prevedeva solo vincoli, i quali andavano comunque gestiti per non soffocare le attività produttive che operano nelle aree delimitate. In questi anni il “Sito di importanza comunitaria” di Campeda è cresciuto. Ora inizia a muovere i primi passi e non spaventa più nessuno. Si guarda anzi con interesse alle opportunità che può offrire a chi gravita nell’area delimitata che si estende per 4.634 ettari nei territori di Bortigali, Macomer e Sindia. Ieri è stato presentato a Macomer il piano di gestione che attua le direttive comunitarie che sono alla base della creazione del sito, il cui obiettivo è quello di salvaguardare una serie di habitat e di specie animali e vegetali di interesse europeo. Nell’area Sic di Campeda sono presenti specie faunistiche in estinzione per le quali la zona rappresenta un habitat unico. Tra queste figurano uccelli rari come l’occhione e la gallina prataiola. Nella zona nidificano ancora le allodole, la totavilla, la calandra, la calandrella e i rapaci notturni. Caratteristiche ambientali uniche dell’altopiano di Campeda sono poi il sistema dipraterie substeppiche e le paludi stagionali, davvero rare nell’area del Mediterraneo. Il Sic tutela queste specie e l’ambiente, ma allo lo stesso tempo crea i presupposti per l’avvio di un discorso economico anche di tipo turistico legato alla valorizzazione dell’ambiente e delle risorse ambientali.

Ieri pomeriggio, nel corso di un incontro che si è svolto a Macomer, i tecnici e gli esperti che lo hanno elaborato hanno presentato il piano di gestione che regola tutti gli interventi nell’area delimitata, a partire da quelli di tutela. Per le amministrazioni interessate sono intervenuti il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari, l’assessore all’ambiente del comune di Macomer, Marco Gordini, e l’assessore del comune di Sindia Nicola Sechi.

Il sito di interesse comunitario di Campeda non è stato calato dall’alto, come è avvenuto in passato col parco del Marghine e Goceano e il parco marino del Marrargiu, ma è nato dall’informazione e dal confronto con i soggetti interessati. Questo ha evitato che venisse bocciato dalla gente e, allo stesso tempo, ha permesso di superare ostilità preconcette, che però, anche se in minima parte, resistono.

Gli amministratori presenti all’incontro hanno posto alcune esigenze, a partire da quella di controllare i branchi di cani randagi inselvatichiti che fanno stragi di pecore, e la proliferazione dei cinghiali, la cui crescita inizia a rappresentare un problema. Il sindaco di Bortigali ha anche proposto di realizzare dei carnai con i capi di bestiame morti e ha spiegato che a questo modo si consegue il duplice scopo di smaltire le carcasse e di alimentare i grifoni che sempre più numerosi si spingono verso le montagne della zona.

Nel corso dell’illustrazione del piano di gestione i tecnici hanno elencato gli interventi rivolti agli operatori

i cui terreni ricadono nell’area delimitata. Tra le altre cose il Sic punta a favorire il ripristino dei punti di abbeverata del bestiame, incentiva l’agricoltura biologica e il pascolo estensivo tradizionale e sostiene le attività agrituristiche, i bed and breakfast e le fattorie didattiche.

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