Chiude la scuola di Brunella Posada, Lodè e Torpè accorpate

Gli effetti del dimensionamento, il sindaco Dalu convoca un incontro con famiglie e capi d’istituto Roberto Tola: «Per quanto riguarda le classi non cambierà nulla, i ragazzi resteranno in paese»

POSADA. Tocca anche la Baronia il dimensionamento scolastico, chiude infatti la scuola di Brunella mentre saranno accorpate quelle di Lodè, Posada e Torpè. Inutili le pressioni dei primi cittadini baroniesi ed in particolare del sindaco di Torpè Antonella Dalu che si è battuta a lungo per tenere aperta la piccola scuola presente nella borgata di Brunella.

Un piccolo centro di trecento abitanti distante una ventina di chilometri dal capoluogo che è però punto di aggregazione di tante altre comunità del circondario collinare come Su Cossu, Talavà e altre frazioni del comune di Budoni. Gli scolari dal prossimo anno, dovranno quotidianamente viaggiare per il comune capoluogo con forti ripercussioni sugli orari e con i disagi legati ad una strada provinciale poco sicura e priva da tempo anche della manutenzione ordinaria.

«Ho convocato per mercoledì una riunione con i genitori e il dirigente scolastico – dice il sindaco di Torpè Antonella Dalu –. Inutile dire che abbiamo fatto di tutto per cercare di tenere aperta la sede staccata ma le mie parole e le relazioni inviate in provincia, sono rimaste inascoltate al ministero. Mercoledì alle 16,30 faremo il punto della situazione anche se ormai, tutto è deciso e sarà difficile far cambiare idea a chi di dovere. Oltre alla chiusura di Brunella, saranno sacrificate anche due direzioni scolastiche visto che Torpè, Lodè e Posada diventeranno un unico istituto comprensivo. Ciò sta a dire che chiuderanno anche le segreterie scolastiche con i genitori costretti a spostarsi da un paese all’altro per ritirare documentazione o presentare istanze alla scuola».

Dissenso anche dal sindaco di Posada Roberto Tola: «Era una decisione che ci aspettavamo e solo grazie alla provincia di Nuoro, siamo riusciti in questi ultimi anni a mantenere l’autonomia scolastica, posto che avevamo un numero di alunni al di sotto degli standard previsti. La nostra però – prosegue Tola, era un’autonomia

solo formale visto che la dirigente era presente solo una volta la settimana. Per quanto riguarda le classi, non cambierà nulla visto che i ragazzi continueranno a restare in paese e abbiamo chiesto all’assessore regionale che ci sia maggiore attenzione per le infrastrutture scolastiche».

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