Bimbo morto a caccia, oggi la sentenza

NUORO. Salvo impedimenti dei giudici o delle parti in causa, è attesa per oggi la discussione, con annessa sentenza, per l’incidente di caccia durante il quale era morto il piccolo nuorese Andrea...

NUORO. Salvo impedimenti dei giudici o delle parti in causa, è attesa per oggi la discussione, con annessa sentenza, per l’incidente di caccia durante il quale era morto il piccolo nuorese Andrea Cadinu. La tragedia era avvenuta nel novembre del 2012 e lo sfondo erano le campagne di Irgoli. Il piccolo Andrea, che quel giorno partecipava alla battuta di caccia insieme al papà e a un fratello maggiore, era stato ucciso da una fucilata esplosa verso un cinghiale ma che aveva purtroppo raggiunto lui. Il fucile che aveva esploso quel colpo era imbracciato da Francesco Paletta, un carabiniere in pensione, che in seguito era stato indagato per omicidio colposo ma anche per utilizzo di munizionamento non consentito: quello “spezzato”.

All’udienza di oggi, come ha disposto qualche mese fa il gup Claudio Cozzella, sarannno presenti anche diverse associazioni animaliste e anti-caccia. Tutte ammesse come parti civili: sono l’Enpa, l’Anpana, e la Lac, la lega anti-caccia: L'ammissione delle parti civili era stata considerata dalle associazioni come una vittoria per chi difende gli animali e da tempo combatte contro la caccia perché la considera una pratica barbara. Ma è è considerata una vera ingiustizia, invece, da chi, come gli amici dell'imputato, ritiene che gli amici degli

animali in questa triste storia c'entrino davvero poco e avrebbero dovuto starne fuori perché il dolore e le parti in causa sono già abbastanza. «L'uso di munizionamento spezzato causa inutili sofferenze sull'animale» hanno sostenuto dal canto loro gli avvocati di parte civile. (v.g.)

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