Polizia, sedi a rischio: un incontro a Fonni

FONNI. «Mai lo Stato italiano si sta allontanando così tanto dai territori più disagiati. Soprattutto in un periodo in cui si sente il bisogno di sicurezza. E togliere il presidio di polizia stradale...

FONNI. «Mai lo Stato italiano si sta allontanando così tanto dai territori più disagiati. Soprattutto in un periodo in cui si sente il bisogno di sicurezza. E togliere il presidio di polizia stradale di Fonni sarebbe un disastro sotto ogni profilo». Questa la riflessione dei cittadini della Barbagia di mezzo, dopo che si è diffusa la notizia del taglio del commissariato di Gavoi e della sezione di polizia stradale di Fonni. Per le tre barbagie, Ollolai, Seulo e Belvì, oltre che per il Mandrolisai si tratterebbe dell’ennesimo inaccettabile scippo. Già i sindaci di Fonni, Stefano Coinu, Gavoi, Nanni Porcu, Desulo, Gigi Littarru, Belvì, Rinaldo Arangino, Ovodda, Cristina Sedda, Tonara Pier Paolo Sau ed altri avevano espresso la loro ferma opposizione alla cancellazione di presidi essenziali dello Stato. Ora l’allarme tagli viene rilanciato dal sindacato Ugl Polizia di Stato. In una nota, il segretario provinciale Liberato Sau, lamenta il concretizzarsi del taglio dei presidi di pubblica sicurezza della Polizia di Stato.

«In un momento storico come quello che sta attraversando il paese – scrive Sau – in particolare la nostra Isola, dove tutti i comparti sono in agitazione, la risposta del nostro dipartimento è quella tesa al riassestamento degli uffici di Ps, allo scopo di chiudere alcuni presidi di polizia stradale nel norese. Questa situazione desta forte preoccupazione tra la popolazione». Lamentela condivisa dai sindaci e dalla società civile quella del segretario Ugl perchè sono a rischio le garanzia di tutela dei cittadini. Soprattutto sotto il profilo della vigilanza sul traffico stradale, sull’educazione alla corretta condotta di guida e controllo del territorio. Oltre ciò il rischio sono i posti di lavoro, con riflesso diretto sullo spopolamento: in luoghi senza servizi, il cittadino non sta bene e preferisce emigrare.

«Si tratta – si legge nella nota – di effetti deleteri sul territorio a seguito del sistematico e continuo arrestamento rispetto ai servizi essenziali ai quali tutti i cittadini hanno diritto». E al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e di trasmettere «con condivisa

sofferenza questo senso di preoccupazione a chi deve garantire la civile convivenza all’intera comunità, la segreteria provinciale dell’Ugl organizza un incontro dibattito per domani alle 17 presso la sala parrocchiale don Bussu». Sarà presente il segretario nazionale Ugl Romano Amico.

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