Acqua non potabile in mezza provincia

L’Arpas: «Le analisi evidenziano valori di alluminio, manganese e ferro al di sopra dei limiti». Grande preoccupazione

NUORO. Mezza provincia senz’acqua potabile, cittadini allarmati che, già da avant’ieri pomeriggio (subito dopo il provvedimento cautelativo emanato dal sindaco di Nuoro) hanno iniziato a tempestare di telefonate il Sian (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) dell’azienda sanitaria locale. All’elenco degli undici comuni dove l’acqua era già off-limits (Nuoro, Mamoiada e Orgosolo per il distretto di Nuoro; Gavoi, Lodine, Ollolai, Oniferi, Orani, Orotelli, Ottana e Sarule per quello di Macomer) si sono aggiunte, nella tarda mattinata di ieri, le new entry Bolotana, Lei e Silanus. Tutti centri che attingono l’acqua dalle reti del potabilizzatore di Janna’e Ferru.

Tutto è partito nei giorni scorsi da una serie di segnalazioni di cittadini insospettiti dall’inquietante colore giallo scuro (tendente al marrone) ogniqualvolta aprivano i rubinetti di casa.

Le prime analisi effettuate dall’Arpas (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna), sui campioni di acqua prelevati direttamente dagli ispettori del Sian, risalgono al 3 marzo.

Proprio a seguito di queste prime analisi è stato possibile rilevare che l’acqua della città di Nuoro non era idonea al consumo diretto, né alla preparazione di bevande o alimenti, mentre può essere utilizzata per il lavaggio degli alimenti, per l'igiene della casa e della persona.

«Le analisi – avevano spiegato dall’Arpas – evidenziano valore di alluminio, manganese, ferro al di sopra dei limiti stabiliti dalla normativa attualmente in vigore per le acque potabili».

A questo punto il Sian dell’Azienda sanitaria di Nuoro, in attesa delle analisi che confermassero la non potabilità anche negli altri comuni (che comunque attingono dallo stesso potabilizzatore di Janna’e Ferru), ha comunque invitato i vari sindaci, a scopo precauzionale, a sconsigliarne l’uso. A causare il problema della torbidità dell’acqua, e il conseguente superamento di alcuni parametri, sarebbe stata, secondo quanto dichiarato dall’ente gestore Abbanoa, la necessità di alimentare il potabilizzatore di Janna’e Ferru con l’acqua grezza proveniente dall’invaso del Govossai, a causa dei bassi livelli dello sbarramento di Olai (dovuti, sembra, ad alcune falle sospette che avrebbero comportato perdite d'acqua e un conseguente abbassamento del livello dell’omonimo lago).

Le piogge dei giorni scorsi avrebbero fatto il resto. Sempre Abbanoa, tuttavia, sembra essere ottimista su una soluzione piuttosto rapida del problema, annunciando un ipotetico ritorno

a parametri a norma di legge entro le prossime 24/48 ore, mentre lo stesso Sian. Ha provveduto a informare i primi cittadini di essere in attesa delle analisi e del monitoraggio del processo di potabilizzazione che dovranno essere effettuati da Abbanoa S.p.A.

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