L’Asl: «C’è troppo cloro, l’acqua non è potabile»

Le analisi Sian smentiscono il ritorno alla normalità. Il Comune ha le mani legate Via libera solo a Lodine, Ollolai, Oniferi e Ottana. Incerti Bolotana, Lei e Silanus

NUORO. Rientrano nella norma i valori dei metalli pesanti, ma adesso, a “sforare” sono i cloriti. Un sottoprodotto del biossido di cloro che nei giorni scorsi era stato immesso nella rete da Abbanoa per contrastare la presenza molesta e sopra i limiti di alluminio, ferro e manganese. I metalli che una settimana fa avevano trasformato l’acqua delle rete nuorese in un liquido torbido e maleodorante. I metalli, da due giorni, sono rientrati nei limiti, ma a dare problemi, ora, è proprio la presenza fuori dai parametri dei cloriti. E per questo motivo, con buona pace dei nuoresi e delle loro tasche già duramente provate dalla crisi, per l’Asl e per il Comune l’acqua della rete è ancora ben lontana dall’essere potabile.

Nessuna ordinanza da Palazzo civico che dica agli utenti “potete bere l’acqua del rubinetto”, nessun via libera né ufficiale né ufficioso per poter tornare a “su connottu”, niente di niente. I nuoresi, insomma, dovranno pazientare ancora qualche giorno prima di poter riutilizzare l’acqua del rubinetto per cucinare, per preparare una tisana, o semplicemente per bere.

Ma intanto, la cronaca degli ultimi giorni e in particolare delle ultime ore, non manca di registrare risvolti inaspettati, a tratti decisamente paradossali. E per ripercorrere meglio i fatti bisogna risalire a 48 ore. Siamo a lunedì pomeriggio e Abbanoa diffonde una nota nella quale certifica che in base ai campionamenti eseguiti dai suoi tecnici, nella rete idrica di Nuoro i valori di alluminio, ferro e manganese erano rientrati nella norma. E i nuoresi cominciano a sorridere: del resto, erano diversi giorni, ormai, che bevevano o cucinavano solo acqua acquistata al supermercato.

Ma i più scettici fanno notare che in realtà i dati forniti da Abbanoa da soli non bastano, perché per essere sicuri bisogna attendere le analisi dell’Asl che a sua volta dà le indicazioni al Comune per emanare l’ordinanza che decreta “l’acqua è di nuovo potabile”. Ieri pomeriggio, il responso dell’Asl arriva e riserva qualche sorpresa: chi si aspettava, infatti, il via libera sulla potabilità, infatti, rimane con un palmo di naso.

«Il Sian, servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl – si legge – comunica che, a seguito delle analisi di verifica presso il laboratorio Arpas di Nuoro, sui campioni di acqua prelevati in data 10 marzo, si conferma il giudizio di restrizione d’uso dell’acqua di rete precedentemente espresso». La situazione, invece, come spiega il Sian «è tornata nella norma nei seguenti comuni: Lodine, Ollolai, Oniferi e Ottana. La restrizione riguarda ancora i comuni di Nuoro, Mamoiada, Orgosolo, Gavoi, Orani, Orotelli e Sarule. In tutti questi comuni è stato riscontrato un tasso di cloriti al di sopra dei limiti di legge, mentre sono rientrati nella norma di valori di alluminio, manganese e ferro. Restano da confermare le analisi di Bolotana, Lei e Silanus, i cui campionamenti sono stati effettuati oggi (ieri per chi legge, ndr)».

Ma non basta: dopo aver accertato l’eccesso di cloriti nella rete, il Sian dell’Asl ha scritto ad Abbanoa chiedendo «di ripristinare, entro i limiti di legge, il valore

dei cloriti», ma di salvaguardare al tempo stesso «l’efficacia della disinfezione». Detto in parole povere il Sian dice ad Abbanoa: utilizza il cloro per disinfettare ma non esagerare più come hai fatto nei giorni scorsi, quando bisognava contrastare i metalli pesanti. E la storia continua.

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