La diga tracima e l’acqua finisce in mare

Posada, appello dei sindaci alla Regione perchè intervenga per sistemare la situazione di Maccheronis

POSADA. Sino a qualche settimana fa, agricoltori e allevatori della piana che si estende da Siniscola a San Teodoro, si portavano dal paese l’acqua per dissetare il bestiame a causa della chiusura dei rubinetti del Consorzio di bonifica.

Sono bastate solo due settimane di pioggia però per riempire l’invaso del lago Posada che da qualche giorno tracima e riversa a mare dalle foci di Orvile e San Giovanni centinaia di migliaia di metri cubi d’acqua.

Circa due metri cubi al secondo che nelle 24 ore, sono oltre centosettantamila metri cubi di acqua quotidianamente sprecati. Paradossale la situazione che si registra alla diga di Maccheronis in agro del comune di Torpè.

Lo stop ai lavori per l’innalzamento dell’invaso a causa dell’abbandono da parte dell’impresa Maltauro, ha permesso di invasare solo diciannove milioni di metri cubi a fronte dei trentacinque che la diga potrà contenere una volta finiti i lavori fermi ormai da anni.

Le opere con un innalzamento di alcuni metri delle paratie e altri lavori connessi, dovevano concludersi nel 2008 ma sono bloccati in attesa del nuovo bando di appalto per la conclusione delle opere.

«Subito dopo l’alluvione del 2013, si era parlato di una accelerazione della pratica ma a sedici mesi dall’evento, ancora nulla si è mosso» sottolinea il sindaco di Torpè Antonella Dalu.

«Sono certa e spero che la Regione si prenda a cuore questa situazione e a breve ci dia delle risposte concrete in merito – aggiunge il primo cittadino di Torpè – Siamo appena usciti dalle restrizioni e vedere questa preziosa risorsa perdersi non fa piacere, da dieci anni aspettiamo di vedere completata quest’opera».

Una soluzione a questa incresciosa vicenda, è stata promessa di recente dall’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda.

«È vero – conferma il sindaco di Posada Roberto Tola – dovremmo incontrarci a breve con l’assessore che convocherà sindaci e consorzio di bonifica per cercare di trovare una soluzione».

«Se i lavori si fossero conclusi per tempo – conclude il primo cittadino – avremmo avuto dieci milioni di metri cubi in più che sarebbero bastati per assicurare le risorse alle campagne

e alle strutture ricettive di tutta la costa per l’intera estate».

Sprechi a dir poco importanti che vista la forte siccità e i problemi dovuti spesso alle restrizioni idriche imposte dall’ente gestore, rendono questo fatto ancora più grave agli occhi di tutti. (s.s.)

TrovaRistorante

a Nuoro Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller