Siniscola, via ai lavori per captare l’acqua di Fruncu ’e oche

Soddisfazione della maggioranza: «È un lavoro importante» Ma l’opposizione attacca: «Un problema ignorato per anni»

SINISCOLA. Partono finalmente i lavori per captare l’acqua sorgiva di Fruncu’e Oche che negli ultimi giorni, ha fatto gridare allo scandalo l’opposizione consiliare e tanti cittadini siniscolesi sbalorditi nell’apprendere che mentre decine di migliaia di metri cubi di acqua sorgiva si riversava in mare, la rete idrica cittadina è servita dal liquido proveniente dalla diga di Torpè. Se per la maggioranza che guida il comune di Siniscola si tratta di un lavoro importante sollecitato da anni, durissimi sono i commenti dell’opposizione. «Nell’arco di una decina di giorni riusciremo a completare i lavori per dare finalmente una risposta ai cittadini» – dice la maggioranza. Mentre Antonio Satta è caustico e sottolinea: «C’è voluta l’azione di Zente Nova, per scrollare di dosso alla Giunta la polvere accumulata in anni di ritardi e lassismo. Al contrario, di quanto sostenuto fino a ieri dalla giunta, siamo stati proprio noi a dimostrare che nemmeno una goccia d’acqua di Fruncu’e oche finisce nella condotta idrica cittadina, ovvero che Siniscola e frazioni sono approvvigionate con la sola acqua della diga di Torpè. L’acqua di Fruncu’e oche è dispersa in mare senza soluzione di continuità e per questo, abbiamo presentato un dettagliato esposto in Procura contro l’amministrazione e Abbanoa, affinchè la stessa indaghi sulle eventuali rilevanze penali e responsabilità dei due enti. Zente Nova ha tenuto alta l’attenzione su un problema subito dalla popolazione – continua Satta – e ignorato per anni dalla classe politica locale. Negli ultimi otto anni per quasi quattro l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti non è stata potabile, detto questo, vigileremo che quei lavori annunciati dall’assessore ai lavori pubblici, siano effettivamente svolti». Sempre in tema acqua, all’opera anche il gruppo consiliare Idea Siniscola, che affisso in prossimità dell’impianto di sollevamento di Fruncu’e Oche alcuni striscioni polemici per reclamare l’utilizzo dell’acqua sorgiva.

«Quest’acqua

– dice Gian Luigi Farris – prende la direzione del mare, uno spreco al quale a cui solo ora si cerca di porre rimedio. Se questa risorsa venisse immessa in rete non avremo bisogno di prelevare quella carsica del Montalbo attraverso il sifone tanto sognato dal sindaco».

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