I tessili bloccano la 131: «Dateci risposte»

I settanta operai della Legler di Siniscola, in maggioranza donne, hanno perso o stanno per perdere l’assegno di mobilità

INVIATO A SINISCOLA. La statale 131 dcn è rimasta bloccata ieri mattina per oltre un’ora. A rallentarne la circolazione, all’altezza del bivio per Siniscola e su entrambi i lati, gli ex lavoratori della Legler, lo stabilimento tessile chiuso dal 2007. Un centinaio di persone, donne in larga maggioranza, ha occupato la strada sotto la supervisione della polizia di Stato che ha comunque consentito la circolazione del traffico su almeno due delle quattro corsie, sia pure con un forte rallentamento.

Una proposta pacifica, dunque, che si è svolta senza alcun incidente e ha anzi raccolto la solidarietà della maggior parte degli automobilisti che sono transitati a passo d’uomo accanto al sit-in. A ciascuno di loro è stato consegnato un documento in cui gli operai tessili raccontano le ragioni della loro protesta, comune agli altri lavoratori del settore a Ottana e nel Marghine. Accanto ai lavoratori, i sindacalisti Jose Mattana della Cgil e Katy Contini della Cisl, e i sindaci dei paesi di provenienza degli operai: Siniscola, in primo luogo, con Rocco Celentano, poi Torpè con Antonella Dalu e Posada con Roberto Tola.

Cosa chiedono gli ex lavoratori della Legler, e in generale del comparto tessile? Dopo la chiusura delle fabbriche, una dopo l’altra, arrivata inesorabilmente nel decennio scorso, per loro si era aperta la strada della cassintegrazione e poi, con la dichiarazione di fallimento dell’azienda, della mobilità. Non sarebbe dovuta durare ancora a lungo, ma per tutti sembrava sicura sino a tutto il 2015. Invece, la riforma Fornero prima e un decreto del 2014 del governo Renzi poi, hanno rimesso in discussione tutto, lasciando tantissime persone senza alcun ammortizzatore sociale. In Sardegna sono diverse migliaia, nella provincia di Nuoro almeno un migliaio solo per il tessile. Alla Legler di Siniscola la mobilità interessa circa una settantina di persone, ma per una buona metà di loro l’assegno è sfumato il 31 dicembre scorso. Si tratta delle fasce più giovani, al di sotto dei quarant’anni. Continua a conservarlo, ancora per qualche mese, chi ha superato, anche di poco, quest’età. Ma è solo questione di tempo, perché a scaglioni gli ex lavoratori tessili di Siniscola (e di tutto il Nuorese) lo perderanno gradualmente nel corso del 2015. Si tratta, come si diceva, di donne in larga maggioranza, e quasi tutte avevano cominciato l’attività lavorativa proprio alla Legler nel 1992, e quindi al momento della chiusura dell’attività avevano un’anzianità aziendale intorno ai dodici-tredici anni.

Ma cosa chiedono questi lavoratori? Sono consapevoli che il mondo degli ammortizzatori sociali è profondamente cambiato, e con loro le forze sindacali che li rappresentano. Chiedono perciò che vengano avviate nuove iniziative, magari sempre legate al tessile ma con produzioni che mettano al riparo dalla globalizzazione, o l’inserimento in altre attività produttive. Molti di loro hanno partecipato a corsi

di formazione che si sono rivelati inutili, come hanno denunciato nei giorni scorsi a Cagliari all’assessore regionale al Lavoro, Virginia Mura. Ma l’esito dell’incontro non ha soddisfatto i lavoratori, che daranno vita tra qualche giorno a nuove forme di protesta.

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