Nubifragio, ora si contano i danni

Danni a Torpè e a Posada dopo le piogge di lunedì. La Dalu ha deliberato lo stato di calamità naturale

Danni per centinaia di migliaia di euro quelli provocati a Torpè dal nubifragio che si è abbattuto nella zona per l’intera giornata di lunedì scorso. Improvvisamente sono emerse tutte le debolezze di un territorio altamente fragile dal punto di vista idraulico e idrogeologico che le forti piogge dell’altro ieri hanno evidenziato con lo smottamento di numerosi canali tombati che attraversano il paese e i gravissimi danni alle strade vicinali ed interpoderali portate letteralmente via dall’acqua che ha gonfiato rigagnoli e torrenti.Nessun pericolo invece dal fiume Posada: non c’è stata la temuta ondata di piena e l’acqua è defluita a mare grazie agli scarichi della diga aperti da alcuni giorni che hanno consentito di svuotare senza pericoli l’acqua in eccesso.

«Fortunatamente non ci sono stati danne alle persone», ha detto il sindaco di Torpè Antonella Dalu che ieri ha deliberato lo stato di calamità naturale per un Comune già pesantemente provato dall’alluvione del 2013. «Non appena la situazione ha iniziato a peggiorare, è scattata l’allerta della protezione civile e si sono mossi a decine tra volontari della protezione civile, compagnie barracellari di Torpè e delle frazioni, polizia municipale, corpo forestale, carabinieri e vigili del fuoco. A disposizione grazie ai privati anche alcune pale meccaniche che hanno svolto un impagabile lavoro di messa in sicurezza delle case invase dalle acque provenienti da Monte Nurres». Un fitto reticolo che si è pian piano ingrossato ed ha convogliato l’acqua piovana verso il paese. I canali tombati decenni orsono non hanno retto alla forza dell’acqua e sono saltati, provocando inondazioni in alcuni quartieri. «Oltre al canale coperto di via Monte Nurres – ha spiegato il sindaco – c’è da registrare lo smottamento del manto stradale nelle strade rurali di Bidana, Preda Jana, Ussella, Bellone e Iscala. In paese i danni si contano nelle case delle vie Liberazione, Liguria, Nigia Carai e vicino al campo sportivo. Il nubifragio di due giorni fa ha allagato anche gli spazi antistanti la scuola materna e numerosi scantinati».

Per tutta la notte decine di volontari e gli operatori della protezione civile hanno lavorato per spalare il fango e hanno tenuto sotto controllo il fiume che non ha però creato situazioni di pericolo, a parte il blocco della circolazione verso alcune case coloniche poste sull’altro

versante.

Danni si registrano anche a Posada dove sono crollati per la pioggia alcuni muri a secco nella borgata di San Giovanni e nel centro storico. Inondate le campagne del paese mentre un’azienda agricola nei pressi di Sas Murtas è irraggiungibile per il crollo di un ponticello.

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