Acqua ancora non potabile scontro tra Abbanoa e Asl

Mentre continua la sfida a colpi di analisi ora è fuori norma il valore dell’alluminio Il sindaco Bianchi: «Una situazione tragicomica. Basta giocare al piccolo chimico»

NUORO. Ormai è guerra aperta sull’acqua. Dopo le ordinanze di divieto emesse dal sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi e da altri primi cittadini della provincia quindici giorni fa, è da giorni che i tecnici di Abbanoa e del servizio igiene della Asl si sfidano a colpi di analisi. Con un risultato paradossale: ancora non si sa se l’acqua sia potabile oppure no.

«È una situazione che sta diventando tragicomica – protesta Alessandro Bianchi – I tecnici di Abbanoa e della Asl non possono giocare al piccolo chimico con l’acqua che esce dai rubinetti delle case dei nuoresi. Mercoledì scorso Abbanoa ha comunicato che i parametri dell’acqua di Nuoro erano nella norma, poi ieri pomeriggio la Asl ha risposto dicendo che in base alle loro analisi i livelli dell’alluminio erano superiori a quelli consentiti dalla legge. Qualche ora dopo Abbanoa ha ribattuto dicendo che i valori erano nella norma e così la Asl ha proceduto a nuovi controlli i cui risultati saranno comunicati solo domani (oggi, ndr)».

Per Bianchi questo modo di procedere «è una vera e propria follia. Ci sono 50 mila persone senz’acqua potabile ormai da 15 giorni». E aggiunge: «Rispetto il lavoro di tutti, ma qui c’è qualcosa che non va. È evidente che bisogna cambiare le procedure, ci vogliono protocolli più efficaci tra i tecnici di Abbanoa e quelli della Asl». E Bianchi lo dice non solo in veste di primo cittadino, ma anche come commissario unico dell’ente regionale di governo dell’acqua. «Abbanoa ha comunicato i risultati delle sue analisi già ieri pomeriggio, non è possibile che la Asl faccia passare altre 24 ore prima di confermare quei dati – protesta – La città ha bisogno di risposte immediate perché l’acqua è un bene prezioso».

In attesa dei risultati definitivi delle analisi effettuate dal servizio Sian della Asl sull’acqua di Nuoro (che dovrebbero arrivare nel pomeriggio) ci sono buone notizie per Mamoiada e Orgosolo: ieri la Asl ha confermato che i parametri dei cloriti sono nella norma e quindi i sindaci già oggi potrebbero revocare le ordinanze di divieto.

Per Gavoi, Orani e Orotelli (tutti paesi serviti dall’acquedotto di Jana ’è Ferru) la risposta ci sarà solo oggi. Per Sarule, invece, le analisi hanno confermato l’eccessiva presenza nell’acqua di batteri per cui l’ordinanza di divieto resterà ancora in vigore. L’acqua che esce dai rubinetti delle case si potrà utilizzata per l’igiene della casa e della persona, ma non si potrà bere nè usare per cucinare.

«È vero l’acqua di Sarule per il momento non è potabile, ma non c’è alcun allarme, entro pochi giorni la situazione ritornerà nella norma – fanno sapere da Abbanoa– La legislazione italiana è molto rigida, molto più di quella europea, per cui anche quando ci sono alcuni parametri che superano i limiti previsti non c’è alcun pericolo per la salute e la sicurezza dei cittadini».

In città c’è rabbia tra i cittadini. Mamme, giovani, anziani li vedi camminare chini, strette tra le mani le pesanti confezioni d’acqua. «Scenari da terzo mondo», dicono in coro. Ormai sono passati più di 15 giorni da quando è scattata

l’ordinanza del sindaco. «Non ne possiamo più, questi divieti stanno provocando il caos. Siamo ridotti a lavarci i denti con le bottiglie, una situazione invivibile». Una situazione assurda che preoccupa anche le mamme. «Qualcuno a scuola controlla che i bambini non bevano l’acqua dai bagni? ».

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