Dopo 15 giorni, acqua di nuovo potabile

La situazione è finalmente tornata alla normalità in città mentre ci sono problemi a Orosei, Oliena, Dorgali e Sarule

NUORO. Emergenza idrica archiviata, secondo le autorità sanitarie cittadine, per le famiglie nuoresi. Dopo quindici giorni di disagi da ieri gli abitanti possono utilizzare di nuovo l’acqua potabile senza doverla bollire. Il sindaco Alessandro Bianchi ha infatti revocato l’ordinanza del 4 marzo scorso con la quale limitava l’uso dell’acqua all’igiene personale.

I risultati delle ultime analisi microbiologiche effettuate dai tecnici del servizio di Igiene ambientale della Asl di Nuoro hanno confermato la potabilità dell’acqua: le concentrazioni di alluminio rilevate qualche giorno fa ora rientrano nei parametri di legge. «Sono soddisfatto degli ultimi risultati – dice Alessandro Bianchi, in trincea da settimane – Rimane però molta amarezza per come sono andate le cose. I protocolli di Abbanoa e della Asl devono essere improntati a una maggiore celerità. Non è possibile lasciare un’intera città per 15 giorni senza acqua potabile. Qui c’è in gioco la vita dei cittadini. Ora comunque i problemi dovrebbero essere stati tutti risolti: i composti metallici sono rientrati nella norma. Non c’è più alcun pericolo per la salute». Niente più alluminio né solventi clorurati nell’acqua, dunque, la cui presenza ha tenuto nell’angoscia per due settimane gli abitanti di Nuoro. Dal punto di vista medico scientifico, infatti, i composti metallici sono pericolosi per la salute. «È per questo che negli asili e nelle scuole sono state distribuite le bottigliette di acqua. Il Comune si è adoperato in ogni modo per tutelare la salute dei bambini», spiega il sindaco.

Al contrario di Nuoro, l’emergenza sanitaria in provincia continua. Ieri il sindaco di Orosei Franco Mula è stato costretto a vietare l’uso dell’acqua in tutto il territorio comunale. Le analisi effettuate due giorni fa dall’Arpas di Nuoro hanno rilevato che i parametri microbiologici e i composti metallici superano i valori massimi previsti dalla norma. L’ordinanza del sindaco è severissima: l’acqua che sgorga dai rubinetti delle case non solo non è potabile, ma non si può usare né per cucinare, né per pulire le verdure né per lavarsi i denti. «La soglia di sopportazione è arrivata al limite, non si può giocare così con la salute dei cittadini – protesta il sindaco Franco Mula – Prima dell’alluvione del 2013 l’acqua arrivava dalla nuova condotta che collegava Jana ’e Ferru all’invaso di Olai. Poi la condotta è stata distrutta dalla furia delle acque e l’acqua ora arriva dalla diga di Pedra e Otoni, che è una vera e propria fogna all’aperto dove confluiscono anche gli scarichi dei depuratori. È una vergogna».

Stessa situazione anche a Sarule, dove è ancora in vigore l’ordinanza di divieto: dalle analisi effettuate ieri dal servizio di igiene ambientale della Asl di Macomer è emerso infatti che ora i cloriti sono nella norma, ma c’è ancora la presenza di materiale fecale per cui l’acqua non si può bere nè utilizzare per lavare le verdure.

Problemi ci sono anche a Dorgali e a Oliena.

Ieri la Asl di Nuoro ha confermato il giudizio di non potabilità dell’acqua emesso due giorni fa da Abbanoa.

Migliora invece la situazione a Gavoi, Orani e Orotelli: ieri è arrivata la conferma ufficiale che i valori dell’acqua sono rientrati tutti nella norma.

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