migliaia di visitatori

Calici di Pasqua, Jerzu si conferma il paese del vino

JERZU. “Il Vento dei Tacchi” soffia forte e porta a casa grandi soddisfazioni. L’associazione jerzese presieduta da Davide Vargiu alza i calici al cielo per brindare all’ottimo risultato raggiunto...

JERZU. “Il Vento dei Tacchi” soffia forte e porta a casa grandi soddisfazioni. L’associazione jerzese presieduta da Davide Vargiu alza i calici al cielo per brindare all’ottimo risultato raggiunto con la seconda edizione di Calici di Pasqua, la prima interamente organizzata da Vargiu e soci. Vince il bel tempo: sole e cielo azzurro, con qualche nuvola a fare capolino e un’arietta fresca che ricorda più fine gennaio che i primi di aprile. Vince il format: atmosfera tranquilla, da gita fuori porta, nonostante siano giunti nel centro ogliastrino centinaia di visitatori da tutta la Sardegna e numerosi turisti stranieri, con ampi spazi di programma riservati ai più piccoli e alle famiglie, buona musica folk e un centro storico tutto da bere. Vince il buon vino e la buona tavola: sei le cantine disseminate lungo un circuito che attraversava il paese, tra salite e discese, piazze, viottoli, portici e scalette. Ognuna con il suo inconfondibile profumo: quello della menta, per le cocoi prenas, o di zucchine e cipolle, per la cocoi de tamata; quello del vino bianco in cui rosolavano i bocconcini di maiale, per la “cassola”; i lunghi spiedi fumanti con la pecora e il vitello arrosto; il sentore speziato de su pane conciu accanto alla delicatezza di pardulas e dolci alle mandorle. Sopra la tavola imbandita, una botte: buon rosso, corposo e ricco di sentori o più delicato e dolce. Sempre diverso, perfettamente abbinato. Vincono la collaborazione e il lavoro: tanti i giovani impegnati nell'organizzazione e gestione delle sei cantine storiche o negli spettacoli di intrattenimento per i piccoli.

Le carte vincenti? Coordinazione, entusiasmo, gentilezza e sorrisi. Così i numerosissimi volontari hanno accolto i viaggiatori che, fra le tante proposte, hanno scelto Jerzu, la sua storia, la sua cultura e le sue tradizioni: «Siamo molto soddisfatti – ha commentato Matteo Demurtas dell’omonima cantina in Corso Umberto – abbiamo visto i turisti contenti dell’organizzazione. In tanti si sono complimentati per la nostra accoglienza e per la cortesia. Ma a noi veniva spontaneo. Siamo fatti così». Poi ci sono le eccellenze. Quelle racchiuse nella cantina Mereu dove, accanto alla storia esaltante e suggestiva di Josto Miglior, fondatore della Cantina sociale jerzese, hanno trovato posto i vini di qualità. Con l’enologo Antonio Mura a raccontarli e gli intenditori appassionati a sottolineare: «A descrivere un vino si diventa poeti».

La Cantina Sociale “Antichi Poderi” presa d’assalto per le visite guidate: gruppi da venti a cinquanta persone per volta che hanno voluto conoscere il processo produttivo

del rinomato Cannonau, il suo cuore pulsante. Luci soffuse, l’odore delle barriques in rovere, le sale espositive, il punto vendita, la torre vinaria. Il tutto accompagnato dalle parole e dai racconti degli esperti. Vince il paese, insomma, che attorno al vino costruisce la sua vita.

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