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Pensioni non adeguate, nuova vittoria dei docenti

Ventotto insegnanti, sostenuti dall’avvocato della Gilda, la spuntano con l’Inps. La Corte dei conti stabilisce che l’Istituto dovrà pagare anche tutti gli interessi

NUORO. Dopo la prima vittoria, costata qualche anno di battaglia legale e approdata nel maggio del 2012 nel riconoscimento di una pensione più consistente per 28 docenti, ora lo Stato, attraverso l’Inps dovrà pagare anche fino all’ultimo centesimo di interessi legati al riconoscimento tardivo di una quota della loro pensione. È una vera Caporetto, insomma, una disfatta su tutta la linea, quella che 28 insegnanti in pensione del Nuorese hanno appena inflitto all’amministrazione statale, alla burocrazia, all’Inps e a quella montagna di carte e atti contro i quali per anni hanno dovuto lottare nel tentativo di far riconoscere i loro diritti. Ma l’hanno spuntata.

C’è voluta fatica, tenacia, e il lavoro scrupoloso di un avvocato e il sostegno del sindacato Gilda, ma alla fine l’hanno spuntata su tutta la linea. E così, dopo la prima vittoria del 2012, in questi giorni per l’Inps è arrivata anche la beffa: con una decisione che sembra non avere precedenti in Sardegna, una sorta di sentenza pilota, infatti, l’istituto dovrà pagare agli insegnanti che hanno fatto ricorso anche tutti gli interessi maturati fino al giorno nel quale hanno effettivamente ottenuto la maggiorazione nella pensione. Non si tratta di grosse cifre, sia chiaro, ma resta comunque il grande valore simbolico di questa battaglia legale. Una nuova vittoria che premia tanti sforzi e bacchetta in modo deciso lo Stato e i suoi apparati.

«Questa vittoria – spiega Claudio Solinas, l’avvocato che per la Gilda segue da tempo tutti i ricorsi legati al mondo insegnante – ci premia davvero dopo diversi anni di battaglie. Nell’ultimo periodo l’abbiamo sollecitata attraverso due diffide e la possibilità del ricorso all’Inps del giudizio di ottemperanza davanti alla Corte dei Conti».

Il punto, in effetti, è proprio quest’ultimo: la sentenza della stessa Corte datata 2012 aveva già stabilito che gli interessi, ai 28 insegnanti, dovevano essere pagati. Solo che l’Inps non aveva seguito fino in fondo questa disposizione. E così c’è voluta una nuova battaglia legale per farla riconoscere e applicare a tutti i ricorrenti. Ma la prima tappa di tutta la vicenda, dunque, risale a tre anni fa. Risale ad allora, infatti, la prima vittoria dei 28 insegnanti che attraverso la Gilda e il suo avvocato, Claudio Solinas, ottengono una pensione che rispondesse finalmente ai parametri di legge. Avrebbe dovuto essere un diritto acquisito già da tempo, ma purtroppo non è stato così. Tant’è che i 28 docenti, per ottenerlo, hanno dovuto chiedere aiuto alla Gilda e ricorrere al suo legale.

E così, dopo una lunga battaglia, la Corte dei conti aveva accolto tutte le richieste del legale e aveva disposto che nella pensione corrisposta ai docenti venisse applicato anche l’aggiornamento contrattuale e gli interessi di moratoria. La Corte dei conti, dunque, aveva ordinato all’Inps di ricalcolare la pensione secondo i nuovi parametri e secondo l’aggiornamento contrattuale che in un primo momento, invece, non aveva affatto considerato. I giudici, in sostanza, affermano: voi insegnanti ricorrenti avete ragione: nella pensione avete diritto alla maggiorazione contrattuale ma siccome l’avete avuta in ritardo avete diritto che vi vengano pagati anche gli interessi.

L’Inps comincia a calcolare, dunque, quegli interessi ma a quanto pare non li calcola come dovrebbe l’avvocato Solinas non manca ovviamente di farglielo notare a suon di atti, diffide e sventolando la possibilità di ricorrere a un giudizio di ottemperanza di nuovo davanti alla Corte dei conti. Il legale, in sostanza, dice all’Inps: non dovete calcolare gli interessi soltanto fino al giorno nel quale i docenti hanno ottenuto il riconoscimento nella pensione della maggiorazione contrattuale, ma li dovete calcolare dal 2007 fino al giorno nel quale materialmente li hanno ottenuti, ovvero fino al 16 gennaio 2014. L’Inps in questi giorni si è finalmente adeguato e ha

pagato fino all’ultimo centesimo di interesse.

«Finalmente, anche se con lentezza, la giustizia ha riconosciuto anche gli interessi legali – commenta la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre – ma le nostre battaglie per la scuola non finiscono certo qui».

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