«Faghere in sardu», Orotelli in campo per tutelare la lingua

Partecipano al progetto undici Comuni della Barbagia L’obiettivo è valorizzare il sardo, anche nel settore pubblico

OROTELLI. Il comune di Orotelli è l’ente capofila del progetto “Faghere in sardu” al quale aderiscono anche i comuni di Nuoro, Mamoiada, Fonni, Dorgali, Oliena, Oniferi, Orani, Sarule, Ottana e Orgosolo. L’iniziativa punta a partecipare alla selezione per ottenere i contributi per la realizzazione dei progetti in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche indetta dal servizio di lingua e cultura sarda dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione e ai beni culturali. In particolare, il progetto, che prevede una spesa complessiva di 26mila euro, è finalizzato a potenziare e dare continuità agli sportelli linguistici già attivi nei vari comuni, a promuovere la formazione linguistica e culturale del personale della pubblica amministrazione e a diffondere e valorizzare sotto vari aspetti la lingua sarda.

Le linee per la predisposizione delle richieste di finanziamento sono regolate da un recente circolare della presidenza del consiglio dei ministri in attuazione di una legge nazionale del 1999 che tutela le minoranze linguistiche storiche, tra le quali è compresa anche la popolazione di lingua e di cultura sarda. I paesi barbaricini che hanno presentato il progetto “Faghere in sardu” sono già attivi da tempo nel settore della valorizzazione del bilinguismo e della lingua sarda attraverso l’attività dello sportello linguistico sovracomunale promosso dalla provincia di Nuoro. Attività che ora si vuole potenziare con nuove iniziative che puntino ad allargare l’interesse e l’uso della lingua sarda in tutti i contesti collettivi e, in particolare, nelle attività della pubblica amministrazione.

Gli sportelli linguistici avranno una sede autonoma in ciascuno degli undici comuni che hanno aderito al progetto. E’ previsto anche un percorso di formazione linguistica per il personale in servizio nelle pubbliche amministrazioni

in collaborazione con l’istituto di studi e ricerche “Camillo Bellini” di Sassari che opera in questo settore da oltre venticinque anni.

I comuni che hanno proposto il progetto sono compresi nell’elenco degli enti territoriali nei quali è ammessa la tutela della lingua di minoranza.

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